La notizia non poteva arrivare in un momento più opportuno, quando velo e burqua sono al centro dei dibattiti politici europei per la decisione del Governo Francese di vietare il velo islamico alle donne nei luoghi pubblici. Questa volta però l’attenzione si sposta in Italia, in provincia di Latina, precisamente a Sonnino, dove il caso burqua è scoppiato all’interno di un asilo.

Il problema sembra sia stato creato da una mamma marocchina che ha accompagnato il figlio a scuola in burqa, spaventando i compagni d’asilo del bimbo al punto da portare le altre mamme a promuovere una raccolta firme nel rispetto delle abitudini e degli stili di vita di tutti.

Non abbiamo niente contro di lei. Fuori dalla scuola è liberissima di indossare ciò che vuole, ma chiediamo che all’interno dell’istituto si faccia riconoscere.

L’esigenza del riconoscimento infatti nasce dal fatto che la signora marocchina indossa il burqua nella sua versione più ortodossa, di quelli generalmente di colore scuro, che lasciano intravedere soltanto gli occhi coperti comunque da una retina. Nessuna ostilità quindi da parte delle altre mamme nei confronti di usi, abitudini e religioni differenti, soltanto una questione di sicurezza, perché, spiegano, quel velo potrebbe essere usato da chiunque, compresi malintenzionati, che possono introdursi indisturbati nell’asilo dove stanno i loro figli.