Altro che prevalentemente femminile, la depressione sta per diventare un problema che travalica le differenze di genere e anzi si appresta ad essere sempre più maschile.

A prevedere un futuro nero per i maschi sono gli scienziati della Emory University degli Stati Uniti, che spiegano come la depressione aumenterà inesorabilmente tra gli uomini nel corso del 21esimo secolo. Questo perché molti di loro attribuiscono una grande importanza al loro ruolo da capofamiglia, ovvero chi solitamente fornisce i beni e protegge il proprio nucleo familiare: eventuali sbagli o fallimenti influiscono sulla possibilità di soffrire di depressione e di avere conflitti coniugali, spiega Boadie Dunlop, direttore della ricerca.

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La chiave che determinerà l’aumento dei sintomi depressivi nei maschi sarà la crisi economica e tutti gli stravolgimenti sociologici ad essa connessi:

“in quest’epoca c’è un profondo cambiamento della struttura economica […] e in futuro saranno sempre di più le famiglie in cui è la donna ad avere lo stipendio più alto, e questo potrebbe mettere in discussione il ruolo di protettore nei maschi. Gli uomini in un’economia in trasformazione dovranno affrontare gli stessi rischi di depressione che le donne hanno affrontato”.

Dai risultati emerge come nel 2007 circa il 75 per cento dei posti di lavoro persi negli Stati Uniti erano stati assegnati a uomini, mentre le donne si sono fatte strada nel mondo lavorativo, tanto che negli USA il 22% delle mogli guadagnava nell’anno preso in esame più del marito. L’uomo in questi casi deve adattarsi a quel ruolo che in casa, soprattutto anni fa, era tipico della donna, ovvero quello del primo responsabile della crescita dei figli.

La depressione è dunque in agguato, bisogna porvi attenzione ed esplorare il significato di questi cambiamenti, qualora si presentassero, e intervenire chiedendo aiuto ad un medico specialista. Si tratta di una patologia dell’umore diffusissima e che non va sottovalutata per nessun motivo; talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista e quasi sempre è accompagnata da disturbi dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari e prostrazione fisica.