Un nuovo caso di stalking, un’altra donna vittima di violenza. È successo vicino Torino, e questa volta le conseguenze della follia dello stalker sono state ustioni di primo e secondo grado riportate sulle gambe dalla vittima e da una sua amica. In questo caso però, ad aggravare la situazione, c’è stato il movente che ha fatto conoscere i due, la necessità e il bisogno di lavoro della donna a cui l’uomo sembrava avere soluzione.

Lui infatti ha condotto la ragazza in casa sua con la scusa di avere bisogno di una colf, ma per lei da quel momento è iniziato l’incubo. Dopo le continue avance a cui la donna non ha ceduto, lo stalker è passato agli atti persecutori, con pedinamenti, telefonate, e messaggi in cui le chiedeva di parlare, lasciati fuori casa della vittima insieme a della biancheria intima.

Lei ha cambiato abitazione, si è ritirata in un altro appartamento con un’amica, ma questo non l’ha salvata dalla follia del suo persecutore che, dopo averla rintracciata, si è presentato in casa sua e ha gettato benzina su di lei e sulla sua amica convivente, appiccando il fuoco.

Se non sarai mia, non sarai mai di nessuno.

Con queste parole pesanti e minacciose, l’uomo avrebbe aggredito la donna. La cosa comunque che desta maggiore preoccupazione, soprattutto per l’incolumità di noi donne, è che l’aggressore non vantava di certo una fedina penale immacolata. Su di lui gravavano accuse pesantissime: stupro, reato di cui si sarebbe macchiato due volte, di cui una nei confronti di una minorenne, rapina in villa, spaccio e lesioni.

Nonostante tutto, fino all’arresto di pochi giorni fa dopo gli accertamenti dovuti sul caso, lo stalker girovagava tranquillamente a piede libero per aver usufruito di agevolazioni di legge anche per ragioni di salute. Non dovrebbe essere una novità che un soggetto simile, con i suoi squilibri psicologici, possa tornare a colpire quanto prima dopo le ripetute aggressioni, e in questi casi si sa, le persone più esposte sono sempre e comunque le donne. È quindi una pretesa eccessiva cercare di avere un po’ più di sicurezza intorno a noi, magari rinchiudendo tali persone pericolose dentro appropriate case di cura?