Per le donne architetto esercitare la professione non è facile: un recente articolo pubblicato su The The Architect’s Journal fa luce sulle condizioni lavorative che riguardano questo mestiere nel Regno Unito, tanto ambito quanto chiuso all’universo femminile.

Lavorare senza dover continuamente trovarsi davanti ostacoli insormontabili è un’utopia per le donne architetto, sia in materia di stipendi sia di accesso agli studi professionali. Uno studio inglese ha infatti analizzato le condizioni lavorative di 671 donne (assistenti, studentesse o già professioniste), per cercare di capire le prospettive di carriera per il 2012.

Quanto emerge dalle risposte delle donne architetto, o aspiranti tali, è decisamente illuminante ma ci regala una visione abbastanza grigia: il 63 per cento delle intervistate, infatti, ha sottolineato l’esistenza di un’evidente discriminazione tra i due sessi, ma ancora più inquietante è la percentuale di donne che ha affermato come avere dei figli significhi dover sacrificare la carriera, pari all’80 per cento.

Le mamme architetto, quindi, sono davvero poche, e coloro che hanno cercato di proseguire il proprio percorso professionale dopo la maternità hanno evidenziato l’esistenza di un clima ostile tra colleghi di lavoro e collaboratori, con frequenti demansionamenti e trattamenti vessatori al rientro dal periodo di congedo.

Dal punto di vista dei salari il gap tra uomini e donne è notevole, anche a parità di qualifica e mansione: una condizione che accomuna questa categoria professionale alle donne avvocato, che crescono di numero ma le retribuzioni faticano a portarsi ai livelli dei colleghi uomini. Va meglio, forse, per le donne medico, secondo un sondaggio recente ritenute senza dubbio più sensibili degli uomini ma, purtroppo, meno brave.

Una prospettiva difficile da accettare per le giovani che si affacciano oggi alla professione, o che stanno scegliendo il percorso di studi universitari: basti pensare che nel Regno Unito solo il 40 per cento degli studenti di architettura è di sesso femminile, e che la percentuale delle donne architetto è ancora più bassa, pari al 20 per cento dei professionisti totali. Non va meglio negli USA, dove le professioniste sono solo il 27 per cento degli architetti secondo quanto ha rilevato un sondaggio dell’American Institute of Architects.

C’è un modo per tutelare le donne architetto e garantire pari opportunità? Secondo l’82 per cento delle intervistate la soluzione migliore è affidarsi alle Associazioni di categoria, Ordini professionali e sindacati.

Fonte: The Architect’s Journal