Vietare il burqa è legittimo. La sentenza, con polemiche annesse, arriva dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ed è definitiva. La legge francese può dunque impedire di indossare il burqa, in quanto nasconde integralmente il viso, ma non incide sulla libertà di religione né sul rispetto della vita privata.

I giudici hanno praticamente accettato la tesi del governo, che sostiene come “il volto giochi un ruolo importante nelle interazioni sociali”. Nelle motivazioni della sentenza, si legge: “Comprendiamo che ci sia chi non desidera vedere in luoghi pubblici pratiche o comportamenti che possano mettere in questione, in modo sostanziale, la possibilità di avere delle interazioni sociali aperte”.

Nascondere il viso viola i diritti altrui: questo sostengono Corte e governo transalpino. Strasburgo non ha invece accettato la motivazione di sicurezza pubblica, in quanto un divieto totale di niqab e burqa non può essere considerato “necessario in una società democratica”. 

La Corte di Strasburgo ha rigettato il ricorso di una donna musulmana francese di 34 anni, che chiedeva di poter liberamente indossare niqaq e burqa. Chi trasgredirà la legge, rischierà una multa di 150 euro. In Francia, il divieto del velo integrale nei luoghi pubblici è entrato in vigore l’11 aprile del 2011. Ora, però, i 17 giudici riuniti nella Camera grande hanno chiuso definitivamente la vicenda con la sentenza. L’unica apertura arrivata da Strasburgo è questa: “Un Paese che avvia procedimenti per varare leggi di questo tipo corre il rischio di contribuire al consolidamento degli stereotipi che colpiscono gruppi specifici di persone e di incoraggiare espressioni di intolleranza quando, al contrario, ha il dovere di promuovere tolleranza”.

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