Qualche tempo fa un uomo mi disse: “Non voglio dirti che hai un bel viso o dei begli occhi, perché lo sai già. Quel che non sai è che hai la faccia da mignotta.” Complimenti moderni? Il punto è che le donne vogliose sono sempre state deliberatamente confuse e chiaramente sovrapposte alle “poco di buono”. Fino ad ora. Ma forse, e dico forse, le cose stanno cambiando: se una donna scatena i suoi ormoni pare non essere più automaticamente una prostituta. Amen.

Da uno studio condotto su larga scala da Lelo, nota casa produttrice di sex toys, sembra  infatti che le donne siano sempre più consapevoli del loro desiderio sessuale e soprattutto del modo in cui soddisfarlo (sfateremo mai i miti che ci dipingono come caste, pure e anche un po’….stupide?!?). Comprano più giocattolini (in testa le palline e i vibratori per coppia), usano il frustino, chiedono senza mezzi termini ciò che desiderano, amano essere filmate, prendono sempre di più il controllo della situazione a letto e fanno l’amore più spesso e più a lungo rispetto all’anno scorso (tre volte alla settimana, in almeno tre posizioni differenti per addirittura più di quindici minuti!).

Forse all’alba del 2013 ci viene concesso di poter amare liberamente il sesso. Anche senza un partner fisso. Separare i sentimenti dal piacere non è impossibile, nemmeno per le donne, e i maschietti dovrebbero farsene una ragione: anche noi possiamo desiderare esclusivamente un po’ di sana ginnastica da camera, non fosse altro che per apparire più sane e più belle. L’importante a mio parere è non mentire mai: a se stesse prima di tutto e alle persone cui ci si trova di fronte in secondo luogo. La chiarezza aiuta a mantenere quel senso di rispetto che non deve mai mancare alla nostra dignità. E a distinguersi da coloro che “mignotteggiano” davvero, donne o uomini che siano.

Farsi anche più di un uomo, senza amarne nessuno, non è un reato, nè un vilipendio alla casta serietà di un’anima femminile. Se fatto con consapevolezza e trasparenza, è soltanto godersi uno dei piaceri della vita; a volte è voler amare solo se stesse, senza dover rinunciare al richiamo della carne. Anche questo, francamente, ci sta. E non significa certo non saper riconoscere e coltivare l’amore nel momento in cui facesse la sua apparizione. Far sesso non mina la nostra serietà di donne. E’ solo una questione di termini. Di confini. E di dimensioni.

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