Osservando le varie tipe da spiaggia, sono giunta con sgomento a una conclusione tanto ovvia quanto spaventosa: quando la pelle si scopre, gli uomini guardano le donne e le donne…..GUARDANO LE DONNE.

Magari sotto al naso ci passa un bronzo di Riace; ma niente, noi non lo vediamo, siamo troppo impegnate a scoprire se la ragazza dell’ombrellone a fianco è provvista di qualche difettuccio. Magari un po’ di cellulite ce l’ha anche lei, oppure una smagliatura si nasconde fra le pieghe di un costume micro. Sicuramente senza reggiseno il suo decoltè vale poco. Forse se cammina il gluteo non regge. Deve essere sicuramente così. Signore, fa che sia così!

Il fenomeno è inquietante. Così raccapricciante e contraddittorio, da essere tremendamente vero. Come al solito, le nostre numerose sinapsi dedite alle paranoie, vincono su tutto. Come al solito creiamo i problemi laddove non esistono; come al solito complichiamo invece di semplificare; come al solito ci perdiamo nell’autocommiserazione e nell’assenza di autostima, invece di impegnarci in passatempi più divertenti (certi lati b maschili ad esempio non sono affatto male).

Un po’ di sana autocritica non è il nostro forte: la critica noi la facciamo alla nostra immagine nello specchio e anche a quelle che vediamo “perfette” in spiaggia, giusto per sentirci meno sole e meno invidiose; quel che dovremmo condannare invece è la nostra incapacità di imparare cosa ci fa star meglio, unita all’influenza negativa che assorbiamo come spugne dalla visione distorta della società in fatto di bellezza.

Spesso gli uomini ci deludono; ma, appurato che in questo caso non sono loro i responsabili del nostro malumore, sarebbe ora di riconoscere quando invece possono darci degli esempi da seguire. Questo è il caso per eccellenza: il maschio da spiaggia non si immagina neppure di guardare un altro maschio solo per confrontarsi; se si ritiene bello, nessuno lo è più di lui; se non si ritiene tale, degli altri se ne sbatte. Ma mai perderebbe tempo a crearsi dei problemi. Anzi: i suoi occhi servono a ben altro.

Dunque, donne, smettiamola di guardarci le poppe, il sedere e le cosce a vicenda. Rivolgiamo lo sguardo laddove la natura potrebbe renderci felici anche solo per un attimo. Salvo poi farci beccare dal nostro fidanzato, “distratto” proprio in quel momento a guardarci.

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