Quando ho letto “Lo Yoga migliora la vita sessuale delle donne”, confesso, ho subito pensato a qualcosa di simile alle discipline tantriche. Invece scopro che il presunto miglioramento risiederebbe principalmente nel far diminuire il dolore. Ok. Rivedo le mie posizioni e penso: ma perchè le parole donne e penetrazione nell’immaginario comune fanno sempre rima con dolore e quasi mai con piacere?

Da uno studio condotto all’All India Institute of Medical Sciences è emerso che dopo un corso di Yoga di tre mesi, 34 donne su 40 hanno riscontrato un notevole calo del dolore durante i rapporti sessuali, grazie a un miglioramento dei muscoli del pavimento pelvico. Inquietante.

Conosco mariti che dopo anni di matrimonio ancora nutrono allarmanti sospetti sul presunto patimento delle mogli (le loro, di quelle altrui sembrano saperne molto di più) durante la penetrazione. A mio parere questo la dice lunga sul perchè la dispareunia da cause relazionali sia così diffusa. Dispa…che? Dispareunia, il dolore dovuto alla penetrazione, appunto. Ne esistono diverse tipologie, alcune piuttosto gravi dovute a cause organiche, a malattie o a medicinali. Da cui comunque si può guarire.

Per tutti gli altri casi la soluzione è una soltanto: cambiare partner. E’ inutile raccontarsi fandonie: se il solo pensiero di fare l’amore con lui non solo non ci eccita, ma addirittura ci spaventa, non ci sono lubrificanti o yoga che tengano.  Mancanza di dialogo, calo del desiderio, incomprensioni varie. Ci si giustifica in tutti i modi, pur di non arrivare all’unica inevitabile conclusione: lui non ci piace più. O forse non ci è mai piaciuto. Dunque perchè condannare lui e noi stesse a una lenta e mortale agonia, travestita da casetta del Mulino Bianco?!?

Donne, cerchiamolo il piacere! Perchè ci ostiniamo a pensare di poterne fare a meno? E’ un nostro diritto in quanto esseri umani, e in quanto donne. Ed esattamente come il dolore, ci viene regalato, ma di solito in quantità decisamente inferiori. E allora perchè accontentarsi? Morto un pene se ne fa un altro: è la dura legge del mercato. E della vita.

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