Le regole del mondo cattolico li vogliono celibi, lontani da tentazioni sessuali, da intrighi sentimentali o, più semplicemente, da una normalissima vita amorosa che la maggior parte della gente comune riesce a costruire. I sacerdoti si sa, non devono avere compagne, né mogli, né figli, né famiglia se non quella di origine, ma come tutto il genere umano anche loro sono uomini, hanno dei sentimenti, amano e sono amati.

Forse più di altri sono predisposti all’amore verso il prossimo, ed anche per loro prima o poi arriva quella donna che gli fa battere il cuore. E una volta che succede tutto questo come si devono comportare? Affrontarlo con la serenità che richiederebbe una storia d’amore per loro è pressoché impossibile, e l’unica via d’uscita è quella della clandestinità. Ma se la maggior parte degli uomini che hanno deciso di sposare la fede si comporta in modo remissivo, non si può certo dire la stessa cosa delle loro amanti.

Dopo essersi fatte sentire in diverse parti del mondo, contrariamente a chi nel mondo cattolico le vuole ancora silenziose e sottomesse, ora le donne dei preti si mobilitano anche in Italia e con una lettera chiedono aiuto a Papa Benedetto XVI. L’argomento, trattato sul sito de Il Dialogo e ripreso da diversi organi di stampa, richiama l’attenzione del mondo cattolico su una tematica spigolosa, e per fare in modo che venga risolta, le donne fanno appello all’amore, a quella forza che questo sentimento è in grado di dare anche ad un sacerdote per poter continuare a svolgere la propria funzione.

Del resto, che senso avrebbe continuare ad imporre il celibato obbligatorio quando poi la vita sentimentale di questi uomini fatti di carne ed ossa viene vissuta di nascosto? Anzi, molto probabilmente permettere loro una normalissima relazione con una donna li allontanerebbe da pensieri sessuali deviati di cui sono stati accusati qualche tempo fa.