Noi donne tante volte riusciamo ad essere le peggior nemiche di noi stesse: arriviamo ad odiare il nostro corpo, a non sopportare il nostro carattere, a sentirci inadatte a qualsiasi situazione e, tante volte, a ridurci in fantasmi di quello che avremmo potuto essere se solo ci fossimo amate un po’ di più.

Il problema è che queste difficoltà nell’accettare i nostri pregi e difetti, che arriva solitamente nell’età adolescenziale, oggi giorno si anticipa sempre più anche nell’età infantile. Le bambine, infatti, sono così esposte ad immagini perfette e decisamente idealizzanti della donna che già da piccolissime iniziano a non volersi bene, a detestare ciò che, in realtà, sono i loro segni particolari, che le distinguono l’una dall’altra. E’ così che si vedono troppo grasse, troppo timide, troppo pallida, troppo alta e così via in un circolo vizioso che porta all’autodistruzione.

In America una recente ricerca ha riscontrato che più dell’80% delle bambine di 10 anni ha già timore di essere grassa; una cifra variabile (in base ai diversi studi) tra il 40 e il 70 per cento disprezza alcune parti del proprio corpo; e l’età in cui si comincia ad avere problemi con la propria immagine fisica si abbassa sempre di più, attestandosi intorno ai 6-7 anni. Anche se il picco della disistima si raggiunge tra i 12 e i 15 anni.

Per questo motivo il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha deciso di lanciare una massiccia campagna che preveda cartelloni su autobus e treni della metropolitana, per convincere le ragazzine della sua città a essere orgogliose di se stesse, opponendosi ai modelli di bellezza impossibili delle pubblicità al grido di “Sono una ragazza, e sono bella come sono“.

Galleria di immagini: NYC Girls Project