È stato un atto di coraggio, una prova notevole di professionalità e di dedizione al lavoro quella che ha dato Maria Luisa Busi, la conduttrice del Tg1 delle 20.00, presentando le proprie dimissioni dal suo incarico e lasciando la redazione di Saxa Rubra. Non deve essere stato facile per lei, le pagine di alcuni quotidiani la descrivono tesa, sicuramente provata da una decisione importante.

Lei, una giornalista per vocazione, ha dichiarato di non riconoscersi più nella testata, e di voler dare le dimissioni. Le ha chieste in un modo palese, senza lasciare alcun dubbio riguardo le sue motivazioni, spiegate nel dettaglio in una lettera lunga tre cartelle che la giornalista ha affisso venerdì mattina nella bacheca della redazione. In quelle righe, Maria Luisa Busi ha dichiarato che un giornalista ha un solo strumento per difendere le proprie linee professionali, ed è quello di togliere la propria firma dalla testata per cui lavora. E la Busi ha deciso di non rimetterci la faccia.

Un simile gesto, compiuto in un periodo in cui l’autonomia dell’informazione giornalistica viene messa a dura prova, non poteva non essere premiato dalla solidarietà della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, espressa dalle parole di Franco Siddi e Roberto Natale, segretario generale e presidente della Fnsi

La Fnsi è vicina a Marialuisa Busi con la massima solidarietà. La sua rinuncia alla conduzione del Tg1 con una lettera di amara denuncia è la spia del grande disagio di una professionista seria e credibile che, nella sua funzione, ha concorso fino a ora a rendere affidabile un telegiornale che, da qualche tempo va cambiando connotati. Deve far riflettere l’atto di grande dignità e coraggio di una collega che considera questi valori molto più importanti della visibilità che assicura la conduzione di un telegiornale.