Lavorare da casa può essere un buon trampolino di lancio per l’imprenditoria femminile. Il lavoro autonomo tra le mura domestiche, infatti, è ciò a cui sempre più donne ambiscono: di fronte alle dimissioni in bianco o a licenziamenti per via di una gravidanza, un lavoro da casa, magari a carattere imprenditoriale, può essere l’unico modo per poter conciliare professione e famiglia.

Tuttavia, è bene saperlo, se si intraprende la strada dell’imprenditoria femminile occorre sfatare alcuni miti, sia positivi che negativi. Innanzitutto, come avviare l’impresa? Molte pensano che per fare una cosa del genere occorrano moltissimi soldi. In realtà, i modi per abbattere i costi e risparmiare esistono. Già il solo fatto di non dover comprare o affittare alcun luogo di lavoro è un ottimo punto di partenza per il risparmio.

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Al che si possono aggiungere gli elementi base per il lavoro e che possono costare poco: ad esempio, un computer portatile e una buona offerta che coniughi Internet e telefono. Detto questo, bisogna sfatare molti altri miti sul lavoro da casa a carattere imprenditoriale. In primo luogo, non è vero che non esiste più un capo a cui rispondere delle proprie azioni. Se, indubbiamente, essere il capo di un’azienda, essere l’amministratore delegato di un’impresa implica non avere qualcuno più in alto, è vero pure che una tale figura professionale deve fare i conti con qualcosa di molto più delicato: i clienti.

Qualsiasi sia il lavoro o l’attività che si è intrapresa in maniera autonoma, il faccia a faccia con i clienti è forse qualcosa di molto più pressante e stressante dell’avere un capo: il cliente deve essere trattato in modo tale che ritorni e che possa contribuire alla vita dell’azienda casalinga.

Il tempo: le mamme sono convinte che, lavorando da casa, avranno più tempo a disposizione per figli e faccende domestiche. In realtà ciò non sempre si avvera, proprio perché si lavora da casa. Questo mito da sfatare è legato a un altro, vale a dire la programmazione giornaliera del lavoro. Molti pensano che lavorare da casa implichi lavorare quando si vuole, senza rispettare i canonici orari di lavoro: ma ciò può voler dire sia prendersi le pause che si vogliono, sia, soprattutto, lavorare in continuazione, anche di sera, anche a letto, proprio per il fatto che nessuno impone dall’alto un orario di entrata o uscita.

Ciò influisce inevitabilmente sulla famiglia e i figli. Se, da un lato, lavorare da casa permette di avere sempre sotto controllo i propri bambini, è pur vero che bisogna lavorare e che il lavoro merita concentrazione e un tempo continuo dedicato. Lavorare a singhiozzo o interrompendo continuamente ciò che si sta facendo rischia di gravare negativamente sulla qualità del lavoro stesso.

Tutto sta nel sapersi organizzare: passati i primi tempi di prova, di sicuro ognuna potrà trovare il ritmo più adatto alla propria situazione familiare e poter, al contempo, lavorare ed essere moglie e mamma.

Fonte: Galtime