A far sbarcare il lunario agli italiani non basta più neanche il lavoro interinale, soprattutto se sono donne e giovani. Sono prevalentemente gli uomini che hanno superato i trent’anni, infatti, i pochi fortunati che riescono a ottenere un contratto a tempo indeterminato alla fine di una prestazione occasionale.

Secondo uno studio Ires-Cgil il lavoro interinale ha perso negli ultimi tre anni qualcosa come 130 mila lavoratori, e anche chi riesce a passare da un impiego temporaneo a un altro senza lunghi periodi di inattività ha poche speranze di essere confermato, e di ricevere un’offerta per una assunzione definitiva.

Secondo l’indagine riescono in questo intento soprattutto gli esponenti del sesso forte, ma solo se laureati, di età compresa tra i 30 e i 39 anni e residenti nelle regioni del Nord-Ovest. Il 47 per cento di loro passa dal lavoro interinale a quello a tempo indeterminato, mentre le donne che conquistano l’agognato posto fisso sono solo il 38 per cento.

Per quanto concerne i guadagni, inoltre, la situazione sembra essere abbastanza drammatica, infatti andare avanti con impieghi temporanei significa anche percepire spesso uno stipendio molto basso, che quantificato corrisponde a meno di 10 mila euro annui per la metà dei lavoratori interinali (il 54,9 per cento per la precisione).

«Una condizione di disagio economico aumentata fortemente proprio durante la crisi.»

Ecco come l’Ires definisce questa condizione lavorativa che penalizza in modo particolare i giovani italiani e le donne, basti pensare che solo il 7 per cento di loro percepisce un salario medio che supera i 15 mila euro all’anno.

Fonte: Repubblica