Come appreso dal quotidiano online La Stampa, chiunque potrà crearsi un business con YouTube. Se sei americano (per ora) e carichi un video che riceve numerosi contatti, potresti essere selezionato e aiutato a guadagnare qualcosa. Dopo l’acquisizione da parte di Google e grazie all’estensione del programma YouTube Partnership Program (YPP), You Tube inizierà a vendere spazi pubblicitari su argomenti pertinenti al video in questione, e una percentuale dei guadagni sarà accreditata sul conto Google AdSense dell’utente.

In attesa che questa opportunità si estenda anche all’Italia, non mancano esempi di pionieri che hanno fatto diventare i propri video un’occasione di business ben retribuita.

E ancora meglio, non mancano esempi di “pioniere”.

Fa ormai storia il caso della ventisettenne inglese Lauren Luke, la classica ragazza della porta accanto che si è inventata delle lezioni di trucco online e le ha caricate su YouTube. Il successo le ha bussato alla porta, e con decine di milioni di fan da tutto il mondo ha suscitato l’attenzione dei media e anche dell’azienda Sephora, che ha scelto di commercializzare in esclusiva una linea di prodotti cosmetici con il suo nome.

La risposta italiana non si è fatta attendere, e così Clio Zamatteo, trasferitasi da Belluno a New York dove vive felice con suo marito, ha creato numerosissimi tutorial in italiano su trucchi e consigli per il make up.

I costi di un’iniziativa del genere sono bassissimi, allora perché non provare a mettere a frutto un progetto originale che abbiamo nel cassetto?

Quante donne sono alla ricerca di un lavoretto ma fanno fatica a muoversi da casa per motivi legati alla propria famiglia? La fantasia non ci manca, e nemmeno la voglia di sperimentare. Se l’idea è quella giusta l’effetto virale è garantito.

Niente paura però, non siamo al binomio “donne e virus” di cui tanto si è parlato a proposito dell’attrice Jessica Biel che, dopo aver raggiunto posizioni di tutto rispetto nelle classifiche di donna più sexy del pianeta e attrice più ricca di Hollywood, ora è anche considerata la donna più pericolosa della rete. Secondo un’indagine di McAfee, società californiana che opera nel campo della sicurezza nel Web, infatti, una ricerca su 5 sui motori di ricerca con il suo nome porterebbe a pagine contenenti virus, spyware o altre forme di intrusione nei dati del proprio PC.

L’effetto virale a cui mi riferisco è quello fatto nascere da donne creative che scalzino gli uomini dal podio della creatività online.

Un suggerimento per una musa ispiratrice? Kiley Krzyzek, la nuova guru del marketing: ha 12 anni e da quando modera un blog su un social network per ragazzi, è ricercata dalle più grandi multinazionali e aiuta i manager a capire quali siano i gusti delle tweens, le preadolescenti americane che sono ormai una nuova e interessante categoria di big spender.