Galline. E’ davvero l’unico termine che riesco a partorire nel caso di una rivalità femminile tanto insensata quanto ahimè reale e ingombrante.

Uno studio condotto dalla University of British Columbia Sauder School of Business ha evidenziato come i litigi fra donne sul posto di lavoro siano nettamente più brutti e più difficili da gestire rispetto ai conflitti tra uomo e uomo e tra uomo e donna.

E io estenderei la questione anche oltre le mura dell’ufficio: metti due donne a litigare in qualunque contesto e il meglio che può capitare è una lotta nel fango. Guai a lasciar crescere i malumori fra due rappresentanti della popolazione femminile, perchè arrivare allo scoppio è potenzialmente breve e soprattutto devastante.

Perché? Le motivazioni sono da ricercarsi nella sopracitata parolina “rivalità”. E’ inutile, ce l’abbiamo nel cromosoma X, nel DNA, sotto pelle, nel cuore e nel cervello. Se una donna ci fa scattare quella molla latente, ma pur sempre sull’attenti, è finita: la guerra potrebbe cominciare in qualunque momento.

Ci paragoniamo di continuo fra noi, ci misuriamo, ci invidiamo: e questo quando la rivalità è evidente ed esplicita. Peggio è quando siamo anche amiche: vi è mai capitato di avvertire quello strano senso sottilmente negativo, quella sensazione fastidiosa e pungente e cattiva, nel momento stesso in cui pensate alla possibilità di litigare con un’amica??

Meglio evitare, ci rispondiamo. Piuttosto litighiamo col partner o con il migliore amico. Con un uomo è sempre tutto più semplice da questo punto di vista, specie se poi far pace è una questione di letto. Con un’altra donna confrontarsi e discutere è quasi un’utopia. E se finissimo a letto anche con le amiche per suggellare una pace più duratura??!? Forse litigare non sarebbe poi così male, e potremmo anche disfarci più facilmente della definizione di galline. Ma per carità lasciateci la lotta nel fango: è indispensabile per risvegliare certi istinti…

photo credit: lyonora via photopin cc