La tv italiana è maschilista: strumentalizza il corpo delle donne, relegandolo spesso su uno sfondo piatto e privo di qualunque significato che non sia malizioso. Ma siamo sicuri che si tratti esclusivamente di un fenomeno nostrano?

In molti Paesi esteri, esistono leggi pensate appositamente per limitare il fenomeno. Eppure, nella pudica ma avanzata America, compare uno spot controverso che ha già fatto discutere. Ecco però la questione ci tocca, perchè la pubblicità è quella della nuova 500 Abarth Cabrio della Fiat, e dunque la sua genesi parte da qui.

Donne e motori, un binomio quasi mai lusinghiero da qualunque parte stereotipata lo si guardi. E il nuovo spot americano della Fiat sembra ricordarcelo: alcune donne circensi e acrobate sono state infatti ingaggiate per ricreare, grazie alla loro elasticità e alla body art, la carrozzeria della nuova 500.

Un’automobile dunque fatta di corpi, guarda caso, femminili. La polemica si è accesa immediatamente: in prima linea le donne cassaintegrate dello stabilimento della Fiat di Pomigliano d’Arco. Secondo loro la pubblicità in questione sottenderebbe una strumentalizzazione offensiva del corpo delle donne, trattato per l’ennesima volta non solo come oggetto, ma come “pezzo”, da manipolare a piacimento per “fare prodotto”. I corpi femminili sarebbero così negati esattamente come i diritti dei lavoratori.

Eppure in questo specifico caso, il corpo femminile entra a far parte di una visione artistica nella quale smette di essere oggetto o persona, si sveste di qualunque significato (anche di quello malizioso) e si appresta a fare semplicemente da tela, su cui dipingere letteralmente un’immagine “altra”. Soltanto che per alcune donne, come le lavoratrici di Pomigliano d’Arco, in tutto ciò non esiste nulla di artistico.

Francamente non so chi abbia ragione. Sembra quasi che si cerchi sempre un pretesto per discutere; poi però ci si lamenta del mutismo femminile, che non esprime indignazione di fronte a certe palesi manifestazioni di strumentalizzazione.

Però una cosa la voglio dire: il discorso artistico potrebbe stare in piedi. In fondo è un “utilizzo” del corpo che trasforma lo stesso in uno strumento assolutamente neutro, privo di sottintesi che non siano appunto creativi. Ma allora perchè in questo fantomatico spot la Fiat non ha scelto di utilizzare anche corpi maschili?!?

No, la risposta non può essere la trita “perchè il corpo femminile è più bello”. Ci sono certi fisici maschili che farebbero invidia anche agli dei dell’Olimpo (e non per nulla il culto della bellezza dei popoli antichi era proprio il corpo maschile). Dunque?

Il dubbio c’è. Quel sottile sospetto che il sopracitato binomio torni ciclicamente e inesorabilmente.

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