I network professionali sono ancora poco utilizzati dalle donne, limite che a lungo andare può rappresentare un ostacolo per fare carriera. Il Web aiuta a farsi conoscere e a tracciare un profilo personale raggiungibile facilmente dai recruiters, ma il mondo rosa sembra non aver ben chiaro questo concetto.

Le reti professionali sono ancora troppo scarne di profili femminili, come afferma una recente ricerca condotta da Viviane de Beaufort, Docente di Diritto Europeo e Direttore dei Programmi WOMEN dell’ESSEC Business School. Il gap tra donne e uomini non riguarda, quindi, solo l’aspetto meramente retributivo, ma concerne anche la volontà e la capacità di fare network e cercare visibilità in rete.

Sono numerosi i dati che confermano questa teoria: non solo il 60 per cento dei manager cerca informazioni sui candidati direttamente online prima di incontrarli fisicamente, ma sale al 90 per cento la percentuale dei recruiters che scandaglia il Web per carpire notizie su un potenziale dirigente, indipendentemente dal genere sessuale. Perché avviene ciò? Come è facile intuire, una persona che si candida per una posizione apicale deve accertarsi, più di altre, di avere un profilo online senza “macchie” che potrebbero mettere a rischio la sua ascesa, informazioni spesso messe in Rete da altri e pertanto difficilmente monitorabili.

Preoccuparsi della propria personalità virtuale è quindi fondamentale se si desidera avanzare nella carriera, ma le donne non sembrano preoccuparsene a sufficienza, come ribadisce Viviane de Beaufort.

«Le donne non lavorano a sufficienza sulla loro notorietà e la loro immagine, ciò può essere spiegato dal fatto che non osano rivendicare i propri diritti fermamente e si promuovono in generale meno bene degli uomini.»

Per migliorare questa condizione e supportare il sesso debole, e aiutare le donne a costruire un’immagine professionale efficace anche in Rete, ESSEC, in collaborazione con Deloitte ed EPWN, ha realizzato una pubblicazione finalizzata anche a favorire il potenziamento delle quote rosa nei consigli di amministrazione: la, “Guida per diventare amministratrice” – disponibile dal 7 marzo – affronta anche l’importanza del mondo virtuale nello sviluppo della propria professionalità e visibilità.

Fonte: ESSEC