Il futuro è già qui. Lo si percepisce più chiaramente quando sono in corso fiere importanti e all’avanguardia come quelle tecnologiche. La più famosa al mondo è sicuramente il CES di Las Vegas, conclusosi pochi giorni fa.

Mi ha sempre affascinato questo genere di eventi, non solo perchè anticipano l’immediato presente con tutte le sue tendenze, ma anche perchè come ho detto in apertura, sono in grado di prevedere un futuro più a lungo termine. Lo confezionano appositamente per chi poi guarda, sogna, immagina.

Il ritorno al futuro del CES spesso riguarda un argomento che a noi femminucce sta molto a cuore: la casa. Tecnologia e realtà domestiche si integreranno sempre più, approdando a scenari oltremodo futuristici, spesso già “visualizzati” in qualche film fantascientifico (se ricordate Minority Report nel momento in cui uscì e pensate alle tecnologie odierne, capirete ciò di cui parlo).

Al CES 2014 tuttavia il ritorno al futuro per certi versi è risultato un po’ confuso. Bè, non che il concetto di ciclicità del tempo sia qualcosa di così chiaro al nostro cervello (non vi siete mai fatte qualche domanda su come funzionasse davvero l’interferenza di Doc nella consecutio temporum dei film?), ma mi sembra di percepire una ricerca di futuro che in realtà possiamo trovare nel passato.

Mi spiego meglio: fra le “novità” di questa edizione della fiera, sono state sfoggiati ad esempio un porta-rotoli (per gli asciugatutto per intenderci) con reggi-tablet e una cucina con tablet integrato. Lo chiamano “internet delle cose” e pare sia una tendenza sempre più in voga, ma non possono travestirmela da grande evoluzione.

Si parlava dell’integrazione fra tablet e cucina fin dalla nascita delle tavolette hi-tech. Anzi, il loro primo fantomatico utilizzo fu proprio quello del “ricettario”. Trovare oggetti (soprattutto per la cucina) che prevedano l’utilizzo di un tablet è talmente all’ordine del giorno ormai, da essere possibile anche al mercato rionale.

Dunque un porta-rotoli con reggi-tablet (per altro a mio parere scomodissimo…probabilmente concepito da una mente maschile che non ha mai usato una cucina) o dei fornelli con Android non stupiscono più di tanto e non mi proiettano in quello scenario futuristico paventato ad esempio dalla domotica.

Senza contare che la suddetta cucina risulta decisamente ingombrante, in un’era in cui la caccia al cm quadrato è d’obbligo, e di tecnologico sfoggia soltanto questo ipotetico tablet integrato (e la presunta novità starebbe al limite soltanto in quest’ultima parola): per il resto si tratta di una macchina del gas forse in stile retrò, ma in una cucina tecnologica mi aspetterei di vedere quanto meno un piano di cottura a induzione.

Detto questo, il ritorno al futuro forse quest’anno lo vivo più nella mia cucina nuova, dove soltanto la plancia dei comandi dell’Enterprise-forno ha un libretto di istruzioni tutto suo. Però no, non ho un tablet vicino ai fornelli (fittizi del piano a induzione). Finirà, ironia della sorte, che acquisterò davvero un porta-rotoli-reggi-tablet.

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