Sono state due donne, Teresa Pres e Helena Paixao, a convolare a nozze in Portogallo dopo l’approvazione della legge che consente matrimoni tra coppie omosessuali. La loro è stata un’ unione sofferta, arrivata dopo quattro anni di battaglie legali, ma finalmente possibile.

Dopo la Spagna, che autorizza matrimoni gay già dal 2005 e che consente addirittura le adozioni, da poco anche il Portogallo ha deciso di offrire alle coppie omosessuali la possibilità di sposarsi e trascorrere una vita matrimoniale legalmente riconosciuta, pur non avendo ancora permesso loro di adottare bambini.

Il dibattito del governo portoghese prima dell’approvazione della legge è durato qualche mese. A febbraio, infatti, il Parlamento aveva già approvato il decreto, nonostante una forte opposizione del centro destra, concretizzata nella raccolta di 90.000 firme destinate a bloccare la nuova normativa. A renderla effettiva quindi mancava soltanto la firma del Presidente della Repubblica, Anibal Cavaco Silva, arrivata poi a metà maggio, anche se con grande riserva da parte del presidente stesso, cattolico praticante.

Gesto notevole e soprattutto lodevole quindi quello di Silva, considerando anche che la sua firma è stata apposta qualche giorno dopo la visita di Benedetto XVI, che aveva ampiamente criticato l’unione di coppie gay. Forse possono essere espresse riserve maggiori per quanto riguarda le adozioni di bambini, ma sulla semplice unione di persone omosessuali non ci sarebbe nemmeno da discutere, è un diritto anche per loro come per gli etero.