È da qualche tempo, ormai, che in molti mormorano in merito all’eccessiva trasgressione mandata in onda sul piccolo schermo e le voci si alzano soprattutto per via della continua mercificazione del corpo femminile, sempre più nudo agli occhi di un pubblico composto anche da piccoli telespettatori.

Da “Ciao Darwin” a “La pupa e il secchione“: belle ragazze che, però, in fin dei conti vengono apprezzate solo e soltanto per via delle loro forme. Tra una sfilata e l’altra accendono i dati auditel, ma di buono effettivamente cosa trasmettono?

Bisogna, però, sottolineare che le critiche sono rivolte non solo alle giovanissime dello spettacolo, ma anche a icone della TV italiana: Antonella Clerici, Simona Ventura, Barbara D’Urso: sono tutte “accusate” di metter troppo in mostra le proprie curve.

Giovanna Melandri, deputata del Partito Democratico e consigliera della Commissione Vigilanza Rai, aveva già espresso la sua opinione in merito, portando avanti una dura lotta contro minigonne e scollature eccessive in televisione.

Basta con questo eccessivo permissivismo. È un orrore che offende la dignità di tutte le donne, anche le meno coscienti.

Queste le parole della deputata, la quale stavolta sembra esser riuscita nel suo intento: il Parlamento ha approvato l’emendamento per l’istituzione di un osservatorio che monitori la rappresentazione femminile nel servizio pubblico radiotelevisivo. Così l’obiettivo della Melandri sembra essere raggiunto:

Cercare di lubrificare i canali televisivi da certi stereotipi che ingolfano il mezzo. La televisione dopotutto deve dare il buon esempio.