Il numero di donne che entra nel mondo del lavoro con un titolo di studio medio alto è superiore a quello dei colleghi maschi. Questo divario è stato sottolineato recentemente dall’Istat, per quanto concerne l’Italia, tuttavia è il Census a chiarire questo crescente gap tra i due sessi anche negli USA.

Secondo i dati del Census, infatti, il 37% delle donne occupate ha una laurea, contro il 35% degli uomini. Questi i dati pubblicati nello studio incentrato sul livello di istruzione negli Stati Uniti nel corso del 2010.

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Sembra inoltre che la maggior parte delle esponenti del sesso debole che vantano un livello di istruzione più alto riguarda la fascia di età che va dai 25 ai 30 anni. Ma non finisce qui. La formazione influisce sempre di più nella tipologia occupazionale alla quale le donne hanno accesso, sempre più caratterizzata da lavori dirigenziali e grandi responsabilità.

Di conseguenza, anche i ruoli tradizionalmente occupati da uomini e donne all’interno della famiglia si stanno modificando, tanto che secondo una stima demografica i padri che decidono di stare a casa per occuparsi dei figli, mentre le madri lavorano, stanno aumentando in modo esponenziale negli USA (si parla di circa un papà su quindici).

“Gli uomini ora potrebbero essere quelli più propensi a stare a casa, provvedendo alla crescita dei figli”.

Questa l’opinione di Mark Perry, professore di economia presso la “University of Michigan-Flint”. Attraverso i dati resi noti dal Census, quindi, è emersa l’esistenza di un profondo legame tra il livello di istruzione delle donne e la perdita del tradizionale ruolo di genitore che rimane a casa con i bambini.

Le donne che scelgono di non lavorare per occuparsi della famiglia, invece, spesso non hanno il diploma di scuola superiore, mentre accade più raramente che le professioniste mettano da parte la carriera dopo il parto per dedicarsi alla prole.