Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro, rendendo protagoniste le donne che sono state vittime di infortuni e che, grazie a una tenacia e forza di volontà invidiabili, sono riuscite a riprendere in mano la loro vita.

Questo lo scopo del calendario “Donne che vincono”, dedicato alla sicurezza sul lavoro femminile e nato da un’iniziativa di ANMIL, INAIL e Miss Italia. Dodici splendidi scatti in bianco e nero che ritraggono dodici splendide donne che hanno subito infortuni mentre svolgevano il loro mestiere. Accanto a loro, dodici ragazze di Miss Italia immortalate dall’artista Tiziana Luxardo.

Galleria di immagini: Calendario "Donne che vincono"

Un calendario biografico, quindi, che rende omaggio alla forza e alla determinazione di queste donne lavoratrici che hanno dovuto, loro malgrado, riprogettare non solo la carriera ma anche la vita familiare in seguito a un infortunio che le ha segnate sul posto di lavoro.

Il fine, nobilissimo, è non solo quello di informare l’opinione pubblica e cercare altre forme di prevenzione, ma anche esortare le vittime a reagire. In Italia, infatti, si contano oltre 245 mila casi di incidenti sul lavoro, dei quali poco meno di 60 si sono rivelati mortali per le sfortunate protagoniste.

«Per contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro servono volontà, determinazione e impegno allargati e condivisi. Ma per far conoscere i risvolti nella vita di una donna all’indomani di un infortunio sul lavoro, dove al danno si aggiungono fattori di discriminazione che influiscono nella sfera sociale e lavorativa, è determinante avvalersi di sinergie straordinarie. »

Secondo il presidente dell’ANMIL Franco Bettoni, quindi, oltre alle difficoltà legate ai danni fisici subiti, si aggiungono spesso episodi di discriminazione che rendono difficile, o ritardano nel tempo, il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro. Un commento positivo anche da parte di Stefania Bivone, la Miss Italia attualmente in carica.

«Ho imparato che nella vita si superano le difficoltà più grandi e che dentro ognuno di noi c’è la forza necessaria per affrontare tutto ciò che ci capita. Sono donne speciali e sono orgogliosa di far parte di questo progetto».

Fonte: Repubblica