Donne con un lavoro, una vita privata, una giornata ricca di impegni che inizia alle 9 ma non si sa quando potrà dirsi conclusa. Se poi ad arricchire questo moderno ritratto al femminile si aggiungono dei figli, e magari un impiego che richiede vari spostamenti quotidiani, stare al passo con tutto diventa un’impresa titanica.

Esiste una bacchetta magica per facilitare la vita delle donne che lavorano? Forse si, e si chiama tecnologia. Conciliare lavoro, privato, senza trascurare affetti, tempo libero e impegni quotidiani, può essere più facile con l’iPhone in mano.

Secondo il Report 2011 di iPass (The iPass Global Mobile Workforce Report), infatti, oggi i professionisti di entrambi i sessi usano abitualmente uno smartphone per lavoro, e quasi la metà di loro ha ormai un fedele amico che rappresenta un valido aiuto per la comunicazione a 360 gradi, vale a dire l’iPhone.

Casa Apple, quindi, ha dato vita all’ennesimo dispositivo che ha letteralmente cambiato la vita di molte donne che lavorano in mobilità, e che non possono fare a meno di avere la Rete sempre a disposizione. Nessuno stupore, tuttavia, se si pensa che proprio il Web è ormai diventato territorio prediletto per l’informazione, la condivisione, lo shopping e lo scambio di opinioni al femminile.

La possibilità offerta dallo smartphone di relazionarsi continuamente con altre persone, sia in ambito lavorativo che privato, come anche di monitorare lo stato delle email in qualsiasi momento anche senza notebook al seguito, è diventata ormai irrinunciabile, tanto che sempre più donne sono utenti abituali delle applicazioni finalizzate proprio ad alleggerire le mansioni quotidiane, da quelle legate al’ambito professionale fino al calcolo del budget familiare, e alla gestione della casa in generale.

Ancora meglio se a far ottimizzare il tempo alle donne che lavorano, in ufficio o in autonomia, ci pensa la tecnologia Android, che sembra aver conquistato il secondo posto tra le preferenze dei professionisti immediatamente dopo l’iPhone, e seguito a breve distanza dal tablet.

Fonte: Pmi