Pari opportunità, lavoro femminile, quote rosa e politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia: questi i temi affrontati a Roma nel corso del convegno organizzato da Valore D dal titolo “Generare valore senza esclusione di genere”.

Un incontro dedicato al lavoro rosa e alla ricerca di strategie per potenziarlo e valorizzarlo, al quale ha preso parte anche il Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Elsa Fornero. Valore D, associazione di imprese che si propone di promuovere la leadership femminile, ha infatti riunito un team di esperti al fine di trovare insieme la via migliore per favorire l’occupazione delle donne in Italia, come ha sottolineato la presidente Alessandra Perrazzelli.

«Deve essere un cambiamento culturale che coinvolge tutta la società – uomini e donne – in famiglia, nelle istituzioni e nelle aziende, rendendo tutti più consapevoli dell’enorme spreco di risorse e di talento che comporta una scarsa partecipazione femminile all’economia del paese.»

Elsa Fornero, dal canto suo, ha toccato alcuni temi caldi e molto attuali, quote rosa e congedo parentale, ribadendo la necessità di istituire sanzioni esemplari per le società che non rispettano la nuova normativa, e auspicando che in un prossimo futuro lo spesso obbligo legislativo sia introdotto anche nelle aziende non quotate.

Il Ministro ha ribadito che i congedi parentali dovrebbero essere distribuiti equamente sia sulle madri sia sui padri, e questo senza oneri aggiuntivi per le imprese. Molto interessanti, inoltre, sono stati alcuni interventi mirati a illustrare progetti e ricerche condotte nell’ambito dell’occupazione rosa, come lo studio di Bankitalia che dimostra come più lavoro per le donne significherebbe aumentare il PIL del 7%, oppure l’indagine portata avanti da Andrea Ichino dell’Università di Bologna e Alberto Alesina della Harvard University, volta a dimostrare come le scelte professionali possano essere influenzate dalla famiglia, e infine lo studio “Women Matter 2011″ realizzato da Mckinsey & Company che monitorizza la diversità di genere nelle aziende italiane.

Fonte: Valore D