Donne manager, professioniste, docenti, artiste. Donne in gamba, che hanno voglia di raccontare le loro storie e fare rete, per stabilire cosa si può fare per migliorare il mondo con il contributo dell’altra metà del cielo. A Roma si sono trovate almeno in un migliaio per la WIN Conference (Women International Networking), sotto il titolo di “Fai Spazio: Trova Possibilità”.

Fino al 6 ottobre, donne manager provenienti da 90 paesi discuteranno del tema di tutti i temi: come ampliare le pari opportunità e proseguire la propria carriera senza rinunicare all’essere donne.

Quello che si chiama diversity management. Un tentativo che va avanti da qualche anno, grazie alla fondatrice, Kristin Engvig (laureata alla Bocconi), che passa dalle buone pratiche e dall’ottica di impresa, economica, più che politica (Win è sostenuta da molte multinazionali), ma per ottenere lo stesso risultato.

Nel 1998, al primo anno, parteciparono 150 persone, oggi sono più di mille e con storie di successo molto interessanti da raccontare. Di certo i problemi da risolvere non mancano, soprattutto nel paese ospitante questa conferenza: in Italia manca una legislazione coerente sul sostegno alla maternità, manca totalmente una cultura sulle pari opportunità nei posti di lavoro. Così si presenta l’agenda della conferenza:

«La conferenza aprirà la vostra mente, i vostri orizzonti e vi collegherà con numerose persone, le aziende, le idee, la visione, il potere femminile, la bellezza e i molti modi diversi di fare le cose.»

Tra gli incontri previsti, si notano nomi noti del jet set economico, professori universitari, esperti di motivazione. Ci sono workshop pratici su come rafforzare il proprio brand, ma anche conferenze originali, più psicologiche, su come “pensare come Leonardo da Vinci”, oppure su come “sintonizzare la voce negativa interiore”. Non sembri una moda intellettualistica: molto spesso, la battaglia per il riconoscimento e la valorizzazione passa dal trovare sé stessi e dall’autostima.

Fonte: WIN