Lavorare su turni nuoce alla salute, e a farne le spese sono soprattutto le donne che operano nel settore sanitario, infermiere e medici. Malattie cardiache, ictus, ipertensione, diabete e colesterolo alle stelle: ecco che cosa rischiano le impiegate attive in orari particolari e lontani dalla fascia 9 – 18.

Non si parla solo dell’inevitabile stress che deriva dal lavorare su turni, spesso notturni o serali, che colpisce sempre più donne fino a diventare la prima causa di assenza dal posto di lavoro. In ballo ci sono infatti problematiche ben più gravi, stando a quanto ha dimostrato uno studio presentato durante il Canadian Cardiovascular Congress.

In realtà secondo i ricercatori non è solo il personale sanitario a essere più a rischio di malattie cardiache, ma anche coloro che operano su turni anche nei settori amministrativo e tecnico. Osservando il quadro clinico di 227 donne tra i 22 e i 66 anni, tutte impiegate presso due strutture ospedaliere canadesi, gli studiosi hanno stabilito come questa condizione lavorativa possa raddoppiare la possibilità di soffrire di problemi cardiaci.

Al lavoro su turni, ad esempio, è stata associata la predisposizione al sovrappeso e all’obesità, la pressione alta, la glicemia elevata e un forte aumento dei trigliceridi. Il motivo di questo legame, tuttavia, è ancora in fase di studio. Secondo Joan Tranner, a capo dello studio, il nocciolo del problema potrebbe risiedere nell’inevitabile scombussolamento dei normali ritmi sonno-veglia, e più in generale di tutta la routine quotidiana.

«In che modo il lavoro su turni contribuisca allo sviluppo di questi fattori di rischio non è chiaro. È possibile che l’interruzione dei ritmi biologici come dormire, mangiare o altro determini evidenti squilibri.»

Un ulteriore quesito, tuttavia, meriterebbe una risposta: perché le donne medico e le infermiere sono più a rischio dei colleghi uomini? Perché lavorare su turni danneggia prevalentemente la salute femminile?

Un altro studio statunitense ha messo in evidenza, ad esempio, come le turniste abbiano spesso un ciclo mestruale irregolare, teoria che ipotizzerebbe anche un possibile legame tra il lavoro su turni e le problematiche relative alla fertilità. Tranner dà una spiegazione parziale di questa disparità tra i due sessi, evidenziando come per le esponenti del sesso debole la fatica non finisca quando si timbra il cartellino, ma spesso prosegue anche a casa tra i mille impegni che caratterizzano la vita di una donna che lavora.

«Queste donne fanno un duro mestiere basato sul prendersi cura degli altri, ma loro stesse hanno bisogno di prendersi del tempo per sé stesse e prendersi cura adeguatamente della loro salute.»

Fonte: Toronto Sun