Le donne con la minor vocazione materna, in Italia, sono le milanesi. Stando a quanto riportano i dati del Rapporto Osservasalute Aree Metropolitane 2010, le milanesi hanno figli più tardi rispetto al resto dello Stivale, e sono anche quelle che abortiscono di più.

Il loro tasso di fecondità è di 1.25 figli per donna, contro una media nazionale di 1.31, e l’età intorno alla quale decidono di “metter su famiglia” è cresciuta da 30 a 31 anni. Quali sono le motivazioni per tanta differenza rispetto alle altre aree geografiche?

Al primo posto si registra un picco di interruzioni volontarie di gravidanza, con 12,78 casi di Ivg su 1.000 donne. Pare anche che il tasso di abortività spontanea della metropoli presenti di nuovo degli squilibri rispetto alla media nazionale: 118.46 nella cittadina lombarda contro il 124.76 del resto d’Italia.

Nonostante la mortalità infantile e neonatale sia bassa, il ricambio generazionale non è necessariamente garantito a causa di fattori di rischio tipici delle aree industrializzate: inquinamento e vita sedentaria sono tra le maggiori incidenze a causare l’aumento della mortalità adulta. Il direttore dell’Istituto di igiene della facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica, Walter Ricciardi, commenta così il fenomeno:

Ciò mette in evidenza che, quando non ben affrontati, i fattori di rischio si manifestano con maggior intensità nelle aree urbane rispetto al resto del Paese.