Quante sono le donne che lavorano nei Beni Culturali? Quante le archeologhe? Le storiche dell’arte o restauratrici? Sono cifre sconosciute, almeno finora, ma si sa per certo che le donne rappresentano l’80 per cento dei lavoratori nel settore della Cultura nella penisola, tra pubblico e privato.

Al fine di quantificare realmente le professionalità attive nell’ambito dei Beni Culturali, e cercare nuove prospettive di lavoro, le tante archeologhe e storiche appartenenti al Coordinamento ‘Donne in bilico per la cultura’, hanno pensato di lanciare un censimento online. Un’iniziativa presentata nel corso del convegno ‘Storie di donne, d’arte e di cultura. Il lavoro non tutelato di chi tutela’.

L’obiettivo è quello di fornire statistiche realistiche sul mondo del lavoro nella Cultura, spesso messo in disparte e certamente poco conosciuto ai più. Secondo il sindacato degli edili della Cgil, ad esempio, non solo la maggioranza degli operatori è di sesso femminile – età media 32 anni e alto livello di istruzione – ma lavora in condizioni di precariato e senza le minime tutele in materia di sicurezza sul lavoro.

«Cala il numero di assunzioni con contratti di lavoro dipendente e sono in progressivo aumento il lavoro autonomo e parasubordinato (più del 52 per cento). Quotidianamente, nell’attività sindacale rileviamo che si tratta di falsi lavoratori autonomi e parasubordinati, utili solo ad abbattere drasticamente il costo del lavoro ma non a garantire ai lavoratori i diritti e le tutele dovuti.»

Anche per questo motivo un censimento telematico servirà a fare chiarezza sul lavoro femminile nel settore, come spiega Serena Morello, responsabile Restauro per la Fillea Cgil:

«L’obiettivo è abbinare alla cultura anche le parole economia e lavoro. Vogliamo arrivare a una quantificazione delle professionalità, che sono tante e alte, presenti nel settore. Questo per poter programmare gli investimenti nel settore e organizzare le risorse a disposizione. Conosciamo con precisione solo il numero dei dipendenti del ministero per i Beni e le attività culturali: 20.076 nel 2010, di cui 6.414 occupati nel settore tecnico-scientifico ovvero il 31,9 per cento del totale. Ma i numeri forniti dal ministero non sono certo esaustivi; è necessario considerare anche i dipendenti delle amministrazioni locali, delle imprese a partecipazione pubblico/privato e di quelle private.»

Fonte: Andkronos