Nelle scuole italiane non c’è abbastanza spiritualità, tanto che il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, dopo aver ritenuto lo studio della geografia poco importante per i nostri alunni, ha deciso di proporre l’introduzione dell’analisi della Bibbia. Recuperato il giusto equilibrio religioso, il Ministro ha ben pensato di riportare in voga un’altra materia decisamente carente negli istituti italiani: l’educazione militare.

Nasce così “Allenati per la vita“, un corso valido all’accumulo dei crediti formativi, incentrato su lezioni di tiro con l’arco, su prove di resistenza fisica e, non ultimo, sull’utilizzo della pistola ad aria compressa. Il programma deriva da un accordo tra la Gelmini e Ignazio La Russa, per una rieducazione degli studenti alla cultura della disciplina.

Non solo, tuttavia, attività sportive, ma anche lezioni sulla Costituzione Italiana, per stimolare il senso civico dei giovani italiani:

Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso.

Per stessa ammissione dei promotori, perciò, l’obiettivo del progetto “Allenati per la vita” sarebbe quello di militarizzare, pur sempre in senso lato, il mondo dell’apprendimento scolastico. I corsi, infatti, saranno divisi in “pattuglie di studenti“, questo il nome pensato per le classi, che avranno il compito di gareggiare l’una con l’altra ai fini dell’insegnamento. E, così come sottolineato dalla stessa Gelmini, si spera che tali pattuglie siano di buon auspicio per eliminare fenomeni quali il bullismo e i soprusi fra studenti.

“Allenati per la vita”, però, ha già sollevato le prime proteste, proprio a partire dai docenti degli istituti. Siam davvero sicuri, infatti, che militarizzare l’esperienza di studio possa essere d’aiuto ai nostri alunni?