Paris Hilton, Lindsay Lohan e ora George Michael: è il carcere l’ultima tendenza moda delle celebrità internazionali. Cambia la collocazione geografica, ma il risultato è sempre lo stesso. Un po’ di alcol, qualche droga ed ecco pronta la foto segnaletica e la riabilitazione dietro le sbarre.

Un copione che George Michael, celebre cantante conosciuto soprattutto per le sue hit anni ’80 e ’90, ha seguito alla lettera quando, lo scorso luglio a Londra, ha infranto la vetrina di un negozio di fotografia con la sua Rover. I fumi tossici dell’alcol e la nube inebriante della cannabis hanno fatto perdere il controllo al divo che, non contento, ha cercato di darsela a gambe accortosi della presenza della polizia.

Ora l’ex componente degli WHAM! dovrà passare ben 8 settimane in carcere, a meno che non si riduca la pena così come è successo a Lindsay Lohan, apparsa in splendida forma agli MTV VMA e pronta per promuovere il suo “Machete”.

A dir la verità, non è la prima volta che George Michael viene colto in flagranza di reato. Nel 1998, forse inspirato dalla sua stessa canzone “Fastlove”, venne sorpreso a consumare fugaci amplessi in bagni pubblici. Situazione, questa, che oltre a guai con la legge portò alla creazione del titolo “Zip me up before you go go” da parte del “The Sun”, proprio a sottolineare come fosse stato scovato con i pantaloni abbassati. Da quella lezione, George non sembrerebbe aver imparato molto:

Sì, essere beccato fu una bella sensazione. Una sensazione veramente eccitante. Penso che per me sarà impossibile essere nuovamente eccitato in quel modo. Il senso di colpevolezza è una botta di adrenalina.

Chissà che, questa volta, la dura legge del carcere non abbia un effetto deterrente migliore sulle trasgressioni del cantante.