Dorian Gray” è un film diretto da Oliver Parker e interpretato da Ben Barnes, noto per il principe Caspian nelle “Cronache di Narnia”, e Colin Firth, famoso per i successi di “Mamma Mia!” e “Il Diario di Bridget Jones”.

Trasposizione cinematografica del classico letterario “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, il film uscirà nelle sale oggi, 27 novembre.

La pellicola, ambientata nell’Inghilterra di fine ‘800, racconta la storia di Dorian Gray, un ragazzo di straordinaria bellezza e nobiltà, al quale il pittore e amico Basil dedica un ritratto. Dorian rimane affascinato dalla vita mondana della città e presto consumerà le sue giornate tra bordelli e teatri. Desidera restare bello e giovane per sempre, così la sua anima viene imprigionata dal suo ritratto.

Il film ripercorre fedelmente la storia originale del libro, anche se arricchito di atmosfere più gotiche e forse anche troppo moderne.

Il regista inglese Oliver Parker con questo film ritorna a raccontare una storia tratta dai racconti di Oscar Wilde, dopo “Otello” e “Il piacere di chiamarsi Ernest”, e conferma la sua scelta di seguire attentamente la lettura dello scritto originale. Nonostante il regista sia molto apprezzato per le sue attente e meticolose trasposizioni cinematografiche, il film è stato molto criticato dalla stampa internazionale. Variety accusa Dorian di assomigliare troppo a David Beckham. Inoltre afferma che il film risulta essere

brillante ma superficiale e a tratti troppo lento.

Sicuramente il regista, con la sua visione gotica e dark della trama, ha cercato di attualizzare il messaggio del libro-film. L’agognata eterna giovinezza quale sinonimo di potere è purtroppo un tema molto sentito al giorno d’oggi.

Nonostante la fotografia sia molto bella, i film si perde spesso in lungaggini inutili e le interpretazioni dei protagonisti lasciano molte perplessità.

Così “Dorian Gray” da un lato rappresenta un’occasione per rileggere il famoso e bellissimo romanzo di Oscar Wilde e dall’altro risulta essere l’ennesima trasposizione cinematografica, senza gloria.