Dormire nel lettone, insieme a mamma e papà: un vero terrore nei genitori di neonati e una scocciatura con qualche preoccupazione per lo sviluppo intellettuale del figlio. Ma non c’è nulla di vero. Uno studio della Stony Brook di New York (un ospedale universitario) smentisce tutte le preoccupazioni.

Nessun rischio di sindrome da morte improvvisa (ma solo dopo i 12 mesi, prima è necessario prestare molta attenzione), nessun problema nello sviluppo mentale e sociale dei bambini che dormono nel lettone.

La ricerca ha coinvolto un migliaio di mamme coi loro figli da uno a tre anni, metà dei quali dormivano abitualmente con la mamma, mentre l’altra metà in una camera separata. Alla successiva prova, quando i figli avevano cinque anni, non sono state rilevate differenze tra chi aveva dormito nella cameretta e chi aveva dormito a fianco della loro mamma. I {#bambini} avevano lo stesso sviluppo mentale e le stesse capacità relazionali.

Nessun senso di colpa, insomma, se ogni tanto oppure anche per abitudine (pensiamo alle mamme separate, alle tante madri che per varie ragioni crescono i loro figli da sole) dormono nello stesso letto col pargolo.

La ricerca ha anche notato come questa abitudine, molto diffusa negli Stati Uniti, è prevalente nelle donne ispano-americane e nelle afro-americane, ma non ci sono differenze etniche particolari, né esiti diversi. Secondo i ricercatori, alla fine il vero motivo che porta i genitori a decidere di far dormire i piccoli nel lettone oppure no sta tutto nella qualità del sonno:

“Se una famiglia è intenzionata ad adottare la condivisione del letto, entrambi i genitori devono essere d’accordo. Inoltre, assicuratevi che sia programmato e intenzionale, e che lo si farà dall’inizio della notte fino al mattino. Non deve diventare il campo da giochi del bambino.”