Vi è un particolare legame tra la perdita di sonno e la memoria: dormire poco infatti va a colpire la capacità di memorizzare informazioni di qualunque tipo e di apprendimento. Questo è quanto è stato rivelato durante il congresso mondiale IBRO (International Brain Research Organization) attualmente in corso a Firenze, ove Peter Meerlo dell’Università di Groningen ha illustrato la correlazione tra le due cose.

È stato osservato che se un episodio di perdita di sonno è saltuario, questo può essere recuperato bene dal cervello, ma se la mancanza di sonno si protrae per diversi giorni, si sviluppano problemi di memoria a lungo termine.

Questa va infatti a colpire l’ippocampo, ovvero una parte davvero importante del nostro cervello, in grado di memorizzare luoghi e posizioni tra le tante cose. Ha spiegato Meerlo:

I nostri risultati confermano che la privazione del sonno colpisce l’ippocampo e l’apprendimento spaziale, ma ancora non capiamo perché alcune aree del cervello sono più sensibili alla perdita del sonno rispetto ad altre. Il nostro studio ha dimostrato però che non c’è bisogno di perdere troppo sonno per diminuire la memoria. Se avviene nella fase del consolidamento, una perdita di sonno seppur breve, potrebbe essere sufficiente a causare dei deficit abbastanza seri.

In definitiva è bene prestare attenzione a come e quanto si dorme, poiché dopo le normali attività che svolgiamo quotidianamente, il corpo ha assolutamente bisogno di riposarsi nel modo corretto. Non farlo, significa non solo sentirsi fiacchi e senza energie, ma anche avere possibili problemi di {#salute} in futuro.