E’ accaduto vicino a Vicenza: in un supermercato è apparso per qualche mese accanto al banco della frutta un allegro cartello con su scritto

“Le donne sorprese a palpare la frutta subiranno lo stesso trattamento. Grazie”

Il tutto corredato da cornicette e colori. Così, tanto per rendere la cosa ancora piu simpatica. (E quel “grazie” alla fine è davvero divertente).

Certo, è noto ai piu che palpeggiare la frutta sia passibile di denuncia per atti osceni in luogo pubblico; tuttavia vorrei spezzare una lancia a favore di tutte quelle signore che trovano nella suddetta pratica la soddisfazione perduta altrove. Vogliamo togliere loro anche il piacere di stringere fra le mani una bella banana?!?

Non mi stupirebbe dunque, continuando la logica di questo ineccepibile ragionamento, se le signore in questione fossero rimaste piacevolmente sorprese dall’annuncio di palpeggiamento perpetrato dai commessi del supermercato; e nemmeno mi stupirebbe sorprendere tali signore intente di proposito alle turpi azioni di cui sopra, nella speranzosa attesa di una qualche reazione da parte del personale del negozio.

Salvo poi incontrare il giudizio deplorevole di gruppi di donne che sicuramente non prediligono la frutta fra gli attrezzi piu utili a un determinato scopo; nella fattispecie è stato il Forum delle donne del Prc-Fds di Vicenza (Partito della Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra) ad accusare i proprietari del supermercato incriminato di autentica violenza.

Secondo la responsabile del Forum, Irene Rui, non si può lasciare che un messaggio del genere venga trascurato o preso alla leggera, perchè passare dalle minacce ai fatti è fin troppo facile. Senza contare che il chiaro ed esclusivo riferimento al genere femminile risulta classista, razzista e infine maschilista.

Certo, non si può dare torto alla Rui, ma nemmeno si può accusare i titolari del supermercato di mancanza di ironia. Dunque lasciare il cartello e farci su una bella risata oppure stracciarlo senza possibilità di replica?

In ogni caso il fulcro davvero fondamentale di questa storia è soltanto uno: non siamo libere; nemmeno di palpare la frutta. Figuriamoci poi quando ci battiamo per la parità dei sessi. (O quando cerchiamo un vibratore).

Una soluzione c’è: noi donne rimaniamo a casa a fare la spesa online; nel frattempo mandiamo gli uomini a compiere azioni deplorevoli al supermercato; a loro nulla è interdetto, salvo poi farsi beccare da amici e parenti con una banana in flagrante. Se però tutti i partner sono attenti come il mio, si tratterà pur sempre di banane di gran qualità.

Ah per la cronaca: il cartello incriminato è stato tolto. Evviva.

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