Tra trappole per turisti e locali a cinque stelle dai prezzi esorbitanti, mangiare al centro di Roma potrebbe rivelarsi più complicato del previsto. Le proposte, infatti, sono moltissime, ma non tutte di buona qualità e dal costo abbordabile.

Roma, si sa, è la patria di una cucina tradizionale molto caratteristica, fatta di piatti saporiti e molto sostanziosi che non lasciano gran spazio alla fantasia. Negli ultimi anni, però, accanto alle trattorie più tipiche e ai ristoranti più blasonati, hanno aperto bistrot, enoteche e giovani osterie in cui trovare valide alternative alla gastronomia regionale. Ecco 5 locali dove mangiare al centro di Roma.

  1. Bar del Fico: da oltre trent’anni questo ristorante, pizzeria e cocktail bar è un punto di ritrovo per i romani e non solo. La cucina del ristorante – guidata dallo chef Giuseppe Claudio Fruci – offre un menu tradizionale, nel quale sono presenti i più importanti piatti della cucina romana reinterpretati in chiave moderna. Ai prodotti derivati dall’agricoltura biologica si affiancano quelli selezionati dai Presìdi Slow Food. All’interno dell’ampia sala con veranda, allestita con arredi di recupero, sono presenti sia la pizzeria, con forno a legna, sia la brace per la cottura della carne alla griglia e degli hamburger. Gli impasti a lunga lievitazione sono fatti in casa e seguiti con attenzione fino al momento della cottura. A completare l’offerta della cucina, un eccellente menu di dolci fatti in casa sempre freschi e preparati con grande cura. Dal 29 settembre, ospite del Bar del Fico la regina della cucina romana Anna Dante con un menu degustazione tutto da provare. Inoltre sul palco, una volta a settimana, tanta musica live frutto di un’attenta selezione di talenti. Via Della Pace, 34/36.
  2. Ginger: ristorante bistrot dall’atmosfera informale, propone insalate, baguette, salumi e formaggi da tutto il mondo, centrifughe e frullati di frutta fresca e tropicale. Aperto dalla mattina all’una di notte, da Ginger si mangia a qualsiasi ora e la cucina è aperta dalla mattina; il bancone bar è a disposizione dei clienti per un aperitivo serale o un pranzo veloce; il pomeriggio la sala diventa un tranquillo angolo di pace dove gustare frullati e centrifugati o un tè biologico. La sera è a disposizione il menu di cucina, con ottimi vini di produzione propria e una piccola selezione di vini biologici, naturali e convenzionali. Via Borgognona, 43-44.
  3. GiNa Eat&Drink: grazioso locale dalle tonalità bianco crema, intitolato dalla composizione dei nomi due chef, Giandomenico Forcella e Cristina Porcella. Lo stile del locale è decisamente moderno e l’offerta gastronomica combina proposte classiche con abbinamenti originali. Panini semplici, di cui si può scegliere il tipo di pane (baguette, focaccia, pane casereccio), insalate light per chi vuole mantenersi leggero e poi dolci american-style, gelati e succhi di frutta. L’offerta street food dà la possibilità di prenotare cestini da pic nic con piatti, bicchieri, posate, panini, insalate, una bottiglia di vino, dolcetti, thermos con caffè e tovaglia, da consumare nella vicina Villa Borghese. Via di S. Sebastianello, 7A.
  4. Casa Coppelle: cucina romana rinnovata – in chiave contemporanea – dallo chef Fabio Rossi, con la consulenza di Emiliano Pascucci, sous chef della Pergola del Rome Cavalieri. Tanti gli echi della tradizione francese, in onore alla padrona di casa, Rachelle Capparuccini, nata in Lorena. Casa Coppelle omaggia l’incontro tra la raffinatezza francese e l’accoglienza italiana in uno spazio opulento e intimo insieme, suddiviso in salette, una sorta di nobile dimora e insieme un club dove rifugiarsi in cerca di relax. A pranzo, Casa Coppelle propone un menu per una sosta veloce, con cannolo croccante e mousse di melanzane su cipolla caramellata, pomodorini confit e ricotta salata, carpaccio di vitella scottato con vinaigrette di senape e patate saltate, saltimbocca di Casa Coppelle, baccalà in pastella, hamburger con chips. Piazza delle Coppelle, 49.
  5. No.Au: Gabriele Bonci, Leonardo di Vincenzo, Luca Tosato, Paolo Bertani e Teo Musso hanno dato vita a un vero e proprio bistrot parigino dove mangiare nel centro di Roma. Il nome vuole essere acronimo di “Naturale Organico Alimento Umano”, ma anche l’italianizzazione di Know How. Continua ricerca dei prodotti di qualità che, nella minuscola cucina, vengono esaltati al meglio: Ciarcuterì, ottime tartare, gustose zuppe e piatti di mare vi stupiranno piacevolmente. Birre inconsuete (Birra del Borgo, Baladin, Cantillon, Montegioco, L’Olmaia e altri ancora), vini naturali e bollicine di piccoli produttori. Piazza di Montevecchio, 16.