Secondo una ricerca della Pennsylvenis, analizzata poi dalla nota giornalista inglese Ellie Levenson, le donne negli anni ’70 erano molto più serene e allegre dei loro compagni uomini; il risultato, dall’anno 2000, è stato totalmente capovolto. Ecco come un esposto della ricerca definisce questa situazione:

Gli studi confermano che la donna moderna è una specie di catalizzatore di risentimento, sommersa di lavoro, sottopagata, eternamente stressata

E come dargli torto? Ma il nuovo film della solare Julia Roberts (Eat, Pray, Love, letteralmente: “buon cibo, approfondimento spirituale e tanti rapporti intimi col proprio compagno”) esprime una possibile ricetta della felicità; anche se non molte studiose dell’argomento ne sono entusiaste. Che siano anche loro prede di questo pessimismo generale?

Non c’è bisogno di essere pessimisti però; secondo lo studioso Marcus Buckingham, che ha sottoposto a moltissime donne (tra madri, figlie, mogli) cinque domande per valutarne lo stato psicologico:

la risposta è alla portata di molte: le donne felici sono quelle che hanno deciso di esserlo nonostante le varianti salario, prole, carriera. Un esercito di ottimiste a cui le case editrici non offrono contratti milionari per scrivere un libro.

Un piccolo Manuale Della Felicità esiste. Basta solo sapere come applicarlo.

  • Bisogna accettarsi per come si è, evitando di voler a tutti i costi assumere i canoni di perfezione che la società impone alle donne: più belle, più magre, più alla moda;
  • Pensare alla realizzazione dei propri sogni quindi, seguendo uno stile di vita come “proprio” e non conformista come descritto al punto precedente;
  • Imparare ad amare il proprio percorso, per avere molta serenità in famiglia e al lavoro, e affrontare gli impegni con più gioia.

La psicoterapeuta Mila Palma, operante a Londra, ha detto che nella donna la frustrazione è più esposta, si confidano e ne parlano. E ci dice questo:

«A tormentarle, di solito, è il tempo che passa e ricorda i traguardi non raggiunti nell’ambito personale o in quello professionale. La vita come avrebbe dovuto essere anziché com’è.»

Un consiglio: parliamone con qualcuno. Non facciamo finta di nulla, non bariamo alle domande; mentiremmo solo a noi stesse. In fondo è in gioco la nostra felicità.