Draquila: l’Italia che trema” è l’ultimo film documentario diretto da Sabina Guzzanti, nota artista satirica e giornalista, che uscirà al cinema il 7 maggio.

Dopo pochi giorni il film sarà presentato nella sezione Fuori Concorso alla 63ma edizione del Festival di Cannes.

La Guzzanti, con questa pellicola, riflette e racconta, con l’ironia che la caratterizza, i tragici eventi che sono seguiti allo spaventoso terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Quella tragica notte del 2009 l’Italia ha tremato e l’Aquila è stata rasa al suolo. Tra vittime e sconcerto, però, qualcuno ci ha guadagnato.

Secondo la regista, infatti, il terremoto è stato provvidenziale per Silvio Berlusconi, che proprio in quel momento era in crisi di popolarità.

Il premier avrebbe sfoderato e utilizzato il suo business da palazzinaro per guadagnare soldi e fama. A peggiorare il quadro c’è anche la stessa protezione civile, capitanata da Guido Bertolaso, considerata il “braccio armato del governo”.

Tra intercettazioni e scandali, la regista sostiene la tesi che la sciagura degli aquilani è stata un’occasione unica per il premier e la sua “cricca” di ingrassare i propri affari sporchi e criminali.

Anche la sinistra non ne esce pulita: totalmente assente, sorda alle richieste dei cittadini, inerme dinanzi agli scandali del governo.

Il film, in realtà, non svela alcun segreto: gli scandali, la corruzione, le manifestazioni di dissenso, l’informazione imbavagliata, sono tutti temi conosciuti.

Da Berlusconi a Bertolaso, da Milano 2 all’Aquila, la regista raccoglie le testimonianze degli sfollati abruzzesi, più o meno contenti, di magistrati e politici per un collage che già ha infastidito i vertici.

Così il capo della protezione civile Bertolaso, alla notizia che il film sarà presentato a Cannes, ha subito espresso il suo dissenso, dichiarando che:

“Credo che l’Italia non farà una bella figura. A un festival del cinema si presenterà una verità che non è la verità ma, appunto, una parte di verità”.

In realtà l’Italia è già tristemente famosa all’estero per altre notizie, come le foto scandalistiche di festini a luci rosse a casa di noti politici.

Sabina Guzzanti, la nostrana “Michael Moore” in gonnella, polemizza, accusa e denigra il sistema italico, mettendo da parte la satira e utilizzando le tecniche del giornalismo di denuncia. Però, la Guzzanti nel criticare e dissacrare tutto il sistema non riesce a proporre nulla.

Risulta sempre molto facile distruggere, il difficile resta ricostruire, come per il centro storico aquilano.