In Italia ci sono più di duemila bambini che cercano una mamma e un papà. Nonostante il forte desiderio di tante coppie di adottare un minore, sembra così complicato che spesso preferiscono andare all’estero. Ma com’è possibile? Per quali ragioni? Per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’Ai.Bi ha deciso di inaugurare la campagna “Amici dei bambini”.

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In Italia le idoneità all’adozione internazionale sono passate in pochi anni da 6.273 nel 2006 a 3.179 nel 2011, e tra pochi anni ancora si rischierà di non averne più. Oggi è stata presentata la Campagna Nazionale dell’Ai.Bi.

Associazione Amici dei Bambini, che ha come obiettivo quello di denunciare l’emergenza abbandono e incentivare l’adozione e l’affido come strumenti per combatterlo, presso la Sede Unicredit di Milano in Via Tommaso Grossi. Promotore della campagna, al fianco di Ai.Bi., è Max Laudadio, inviato di Striscia la Notizia e amico dell’Associazione da diversi anni.

Il dato di partenza è proprio quello fornito dal Ministero: in Italia ci sono ad oggi ben 2.300 bambini che potrebbero essere adottati ma che vivono in comunità educative o in famiglie affidatarie. L’11% dei minori fuori famiglia ospiti delle comunità educative, ha una età compresa fra 0 e 5 anni, mentre il 17% fra 6 e10 anni. Pertanto fatte le debite proporzioni (e comprendendo anche i minori adottabili accolti da famiglie affidatarie) i minori adottabili in Italia, con meno di 10 anni, sarebbero circa 700, quasi nessuno dei quali con problemi psichici o fisici gravi tali da richiedere una famiglia particolarmente preparata.

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Marco Griffini, Presidente di Ai.Bi., spiega così la campagna:

«Il Ministero di Giustizia per dieci anni nulla ha fatto per realizzare la Banca Dati Nazionale dei minori dichiarati adottabili, nonostante la legge 149/2001 lo imponesse. I giudici dei Tribunali dei Minori, troppo impegnati nello svolgimento delle inutili pratiche burocratiche per la concessione delle idoneità all’adozione internazionale, non hanno trovato né il tempo né la volontà di affrontare con gli operatori degli Enti Autorizzati, possibili soluzioni per dare una famiglia al maggior numero dei minori adottabili residenti in Italia. Quante coppie, infatti, hanno adottato all’estero, mentre avrebbero potuto farlo in uno dei Tribunali italiani. Ora, per fortuna, dal 1° gennaio 2013, con la creazione della Banca Dati Nazionale, grazie al ricorso vinto da Ai.Bi. presso il TAR del Lazio, tutto dovrà cambiare e finalmente per questi 2.300 bambini si apriranno le porte delle speranza.»

Fonte: AiBi