È ancora crisi dell’immobiliare e di tutta l’economia in genere, conferma il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici all’annuale Forum Ambrosetti sull’economia.

Lo dimostra chiaramente l’andamento particolarmente negativo del turismo familiare durante questa estate, chiara fotografia della crisi economica generale in atto e della preoccupazione diffusa nelle imprese italiane in tutti i settori produttivi. Il dubbio di Colombo Clerici: quanto la situazione economica attuale sia effetto di una contrazione dovuta alla crisi di liquidità del sistema e alla riduzione della domanda, o quanto dipenda da una carenza di politica bancaria di sostegno al mercato immobiliare con l’erogazione dei mutui?

In effetti, se viene a mancare un sistema mutui efficiente e adeguato ai tempi, il mercato immobiliare non ha alcuna prospettiva di ripresa, anche perché molto raramente si acquista una casa senza il sostegno di un mutuo. Oltretutto, poi, abbiamo una fiscalità immobiliare estremamente severa. Nel mercato della locazione, ad esempio, l’Imu può demotivare l’investimento immobiliare che, in questo settore, è sempre stato a buoni livelli.

Il motivo è chiaro: è stata introdotta in via sperimentale ed anticipata ”con il meccanismo iniquo dei coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali per la determinazione delle basi imponibili, che rappresentano dei veri amplificatori di sperequazioni, e combinata con la riduzione della deduzione forfetaria dai redditi imponibili per spese manutentive”, conferma Achille Colombo Clerici.

I risultati sono deleteri per l’economia e le politiche sociali del Paese. Il fattore psicologico è un importante elemento propulsore del mercato e l’Imu ha provocato un vero trauma psicologico che ha coinvolto i proprietari e gli aspiranti proprietari, che non si sentono stimolati all’investimento, ché anzi se ne sentono paralizzati e tengono stretti i loro risparmio in attesa di tempi migliori.

La stangata fiscale è stata veramente di grande impatto per il settore immobiliare, direttamente coinvolto in misure mirate a generare un maggior gettito tributario, ma anche nel varo generico e frettoloso della riforma catastale, che arriva ad innestarsi su un sistema di tassazione ingiusto e non equo, che allarga i suoi confini, in assenza di reddito effettivo, fino a tassare un reddito presunto correlato al valore catastale calcolato in base ad aliquote dilatate.