Care lettrici, proprio nella giornata commemorativa a livello internazionale della donna, a riprova dei tanti progressi compiuti rispetto all’inizio del secolo scorso, vorrei condividere con voi una notizia appresa di recente su una sorta di rivoluzione dei sessi che si starebbe verificando in Germania.

“Incredibile dictu”, eppure i nostri vicini oltralpe si stanno mobilitando contro una società che sembra dipingersi sempre più di rosa: le donne vivono in media 5 anni più degli uomini; sono solite condurre una vita più sana e meno dedicata a vizi come alcool droghe o fumo; interrompono meno gli studi rispetto agli uomini; sono colpite più raramente da malattie cardiovascolari e infarti; dimostrano di essere più precise e di avere le idee chiare sul loro futuro; sono in grado di concentrarsi di più raggiungendo risultati di gran lunga migliori rispetto agli uomini nei diversi livelli di istruzione; commettono meno reati; hanno maggiore confidenza con le nuove tecnologie.

Un noto sociologo tedesco, Gerhard Amendt, riconosce, infatti, quanto desolante sia la situazione dell’uomo moderno, battuto su istruzione, salute, conoscenza della propria identità, in crisi anche nel tradizionale ruolo di capofamiglia.

La donna, anche in quest’ultimo ambito, sembra invece tenere ben salde le redini della situazione: è lei a scegliere e non ad essere scelta e sembrerebbe sempre la donna a dettare gli indirizzi della vita familiare, nonché ad essere l’artefice del divorzio o, comunque, della fine della relazione.

Dinanzi a questo quadro devastante, i poveri maschietti, sempre secondo queste analisi sociologiche di matrice tedesca, reagirebbero chiudendosi a guscio e abbandonandosi, nelle ipotesi migliori, ai videogiochi o al rifugio familiare o, nei casi più disperati, lasciandosi vincere dall’aggressività.

Grazie alla promozione delle pari opportunità negli Sessanta e Settanta la donna ha saputo conquistarsi diversi spazi, dimostrando di essere in grado di ricoprire molteplici ruoli (moglie, mamma e manager) con devozione e professionalità, a differenza del sesso (non più?) forte, reo di essere rimasto fortemente attaccato alla atavica funzione di capofamiglia e di non aver saputo cogliere i significativi cambiamenti in corso.

L’attuale disequilibrio tra i sessi in Germania è sentito a tal punto che si comincia anche a parlare di “quote azzurre” e dell’istituzione di un novo incaricato governativo per la realizzazione della parità dei sessi o, più precisamente, per favorire il recupero della situazione maschile.

Ma pensate sia veramente così tragico l’attuale stato del tradizionale sesso forte nelle civiltà occidentali? Abbiamo davvero raggiunto gli obiettivi dei movimenti femministi e, addirittura, offuscato se non divorato i nostri compagni d’avventura? Siamo proprio arrivate ad un punto tale da richiedere che gli uomini inizino a difendersi dall’altra, non più “delicata”, metà del cielo?