Muore la stilista Krizia: a dare la notizia, in un comunicato, il Cda di M.M.K. Spa che spiega come la sera del 5 dicembre 2015 “alle 21 è improvvisamente venuta a mancare” per un malore nella sua casa di Milano, e accanto a lei si trovava il marito, Aldo Pinto.

I funerali si svolgono mercoledì 9 dicembre, alle 11, nella chiesa di Sant’Angelo in via della Moscova a Milano: “Mariuccia, per tutti gli amici, è stata una straordinaria ed innovativa stilista di moda che, col nome di Krizia, ha contribuito a creare e sostenere l’affermazione internazionale di un modello di eleganza tipicamente italiano”, prosegue il comunicato.

Era infatti fortemente ancorata alla sobria eleganza italiana, la visione della bergamasca Mariuccia Mandelli, classe 1925, che aveva scelto il nome d’arte Krizia ispirandosi all’ultimo Dialogo incompiuto di Platone, incentrato sulla vanità femminile. Il Dna della Maison resterà senz’altro vivo, sopravvivendo sia alla scomparsa della stilista sia alla cessione della Krizia Spa ai cinesi della Krizia international Srl.

Ecco le 5 innovazioni che dobbiamo a Krizia e che hanno caratterizzato la sua carriera e il suo stile.

  1. Il bianco e nero. La prima sfilata firmata Krizia, nel 1964 presso la prestigiosa sede di Palazzo Pitti a Firenze, si aggiudica il premio “Critica della moda” assegnato, in precedenza, solo ad Emilio Pucci: la collezione comprendeva solamente abiti in bianco e nero, per un’estetica rigorosa senza precedenti e un’innovazione che ha precorso i tempi.
  2. Short da premio. Sempre controcorrente, in un momento storico in cui erano pantaloni a zampa d’elefante e gonne maxi da Figli dei fiori a farla da padrone, Krizia propone i suoi celebri e cortissimi pantaloncini che le valgono il premio “Tiberio d’oro” a Capri: era il 1971.
  3. Il minimal. Krizia popone le sue collezioni all’insegna del perfezionismo, della cura dei dettagli, della semplicità, anche durante i barocchi anni Ottanta: nessuno ha contribuito più di Krizia e di Giorgio Armani a un’idea dell’eleganza semplice e sofisticata al tempo stesso.
  4. Arte e moda. Oggi, tra Fondazioni e Palazzi aperti al pubblico, il binomio tra arte e moda è assodato, scontato, dovuto: nel 1985, anno di inaugurazione dello Spazio Krizia a Milano, non era così. Un luogo unico, flessibile e facilmente trasformabile grazie a un sistema di soppalchi e pedane mobili, aperto a scrittori, musicisti e designer tra cui Isabel Allende, Sting, Dario Fo.
  5. Il plissé. Come una seconda pelle, più ricca e desiderosa di essere protagonista rispetta alla prima, il plissé regna nelle collezioni di Krizia: si trova in giacche, tute, gonne, pantaloni, camicette e perfino top, complici i materiali come il cashmere, di cui la stilista è regina.