È nata una star?” è la nuova commedia di Lucio Pellegrini, regista astigiano giunto alla settima fatica cinematografica dall’esordio nel lontano 1999 con “E allora mambo!”. Tratto dal romanzo del famoso quanto apprezzato scrittore britannico Nick Hornby, il film pone l’accento su una delle questioni più accese degli ultimi anni che tanto ha fatto e farà ancora parlare: è lecito sfruttare i propri “talenti naturali” per fare soldi?

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Protagonisti della divertente vicenda, sono Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo, due coniugi uniti dall’amore del figlio che scoprono, complice la maliziosa cattiveria di una pedante vicina, le doti del figlio diventato per un caso del destino il protagonista di un film porno. Nei panni dell’impacciato ragazzo c’è Pietro Castellitto, già visto ne “La Bellezza del Somaro” e “Non Ti Muovere” diretti dal padre Sergio e ora pronto a spiccare il volo nel divertente ruolo di Marco.

Marco (Castellitto) è un adolescente senza grandi capacità alle spalle, alla ricerca di quella che sarà la strada da seguire nel suo futuro. Dopo essersi reso conto delle generose “doti artistiche” donatogli da Madre Natura, decide di girare con l’aiuto di un amico un film porno. Quando i genitori Lucia (Littizzetto) e Fausto (Papaleo) ne vengono alla scoperta, si scatena immediatamente un putiferio: con un padre completamente sconvolto e incapace di accettare il gesto del figlio e una madre che cerca di riportare la serenità, tentando di far ragionare il marito nonostante la voce della coscienza che la mette in guardia dalle insidie del mondo dei film a luci rosse, l’intera famiglia è costretta a rivedere le proprie posizioni, cercando di accettare i suoi componenti per quello che sono.

C’è chi può contare su un’intelligenza sopraffina che lo farà eccellere negli studi, su gambe forti e robuste per correre dietro a un pallone, sull’abilità di saper suonare uno strumento musicale. E chi invece è stato baciato dalla sorte che gli ha permesso di essere un superdotato alla Rocco Siffredi? È proprio questo il caso di Marco, intento a sfruttare la dote – l’unica, secondo lui – a lui più congeniale per venire fuori da una mediocrità che lo soffoca senza lasciargli via di scampo.

Quando però le scelte dei figli non sono di certo tra le più comuni, sono i genitori a porsi i più grandi interrogativi, ad affrontare i dubbi e le paure che si legano indissolubilmente all’amore per la propria progenie. È proprio {#Luciana Littizzetto}, indossate per l’occasione le vesti di una madre amorevole e con i piedi per terra, a cercare di fare luce tra il caos di sensazioni che si infrangono su lei e il marito Fausto, un Papaleo divertente che si lancia in un balletto che lascia indietro la foca sanremese di anni luce; quanto c’è di giusto o sbagliato nell’intraprendere una carriera in cui le proprie capacità non sono relegate all’interno delle proprie mutande, quando molte altre persone s’impegnano quotidianamente per raggiungere i propri scopi e le alte vette del successo?

Non c’è proprio nulla di sbagliato, secondo le parole della stessa Lucia; è proprio lei a proporre al pubblico la riflessione più importante ricordando come ci si possa preoccupare di un incidente causato da una distrazione, della possibilità di assumere droga ma mai dell’eventualità di diventare una pornostar perché, probabilmente, è davvero molto meno di quello che molti potrebbero chiamare “il male minore“. C’è molto da pensare nella commedia di Pellegrini, anche grazie all’interpretazione di Papaleo e della Littizzetto che giocano in maniera fresca e divertente con le responsabilità e la complicità dei genitori di Marco.

In fondo però divertimento e capacità di sorvolare sopra a quella che sarebbe potuta essere una caduta di stile, visto e considerato il tema scottante, la pellicola non riesce a entrare perfettamente all’interno delle dinamiche che formano il nucleo vitale del romanzo di Hornby, proponendo un risultato che non vola più in alto di quanto potrebbe, anche grazie agli spunti poco sfruttati dalla sceneggiatura.