Se ne va un altro grande del giornalismo sportivo. È scomparso in questi giorni il giornalista di “90° minuto”, Tonino Carino, morto all’età di 65 anni, dopo una lunga malattia, lasciando moglie e due figli. Si era pensionato da poco, ma nell’immaginario collettivo resta uno dei mostri sacri del giornalismo sportivo Rai.

Resta celebre per un’involontaria dislalia, per cui riusciva difficilmente a pronunciare i nomi di alcuni calciatori, in particolare quelli dell’Europa dell’Est, che molto spesso presentavano il nesso “CV”.

Eppure, Carino, preso in giro molto spesso anche per il suo cognome, rispondeva agli scherzi solitamente di buon grado. Tranne che con Diego Abatantuono, che esagerò in una sua imitazione, mentre rise moltissimo per Ezio Greggio che, durante l’Asta Tosta al Drive In di Antonio Ricci, regalava una sagoma di “Tonino Carino da Ascoli”.

Infatti, il nome di Carino resta legatissimo a quello dell’Ascoli Calcio, cui seguiva le dirette, quando ancora non esisteva la multidiretta: apriva i suoi servizi appunto con una frase di presentazione, passata alla storia, e caratterizzante per questo personaggio molto amato dal pubblico.

Proprio ad Ascoli era stato caporedattore della Rai dal 1991 al 2002. Dopo la fine di “90° minuto” era stato ospite presso altre trasmissioni sportive, come “Quelli che il calcio”.