E chi l’ha detto che senza averli sott’occhio i lavoratori dipendenti non farebbero nulla? Una mentalità antiquata, smentita più volte dalle aziende pioniere del telelavoro. Ora in Italia si fa avanti l’e-work: niente cartellino, uffici basati su tecnologie mobili e poche scrivanie.

La prima azienda che sta puntando sulla scrivania in tasca (definizione nostra in un articolo di qualche tempo fa) è la Siemens, che col progetto “New Office” sta prendendo atto del cambiamento del {#lavoro} classicamente inteso: messe in cantina le scrivanie, estese le tecnologie in strumenti sempre più piccoli e multitasking, che senso ha infilarsi sempre tutte le mattine nel traffico per andare a timbrare il cartellino?

Gli esperimenti già avviati in Europa dicono bene: migliora la produttività e anche l’umore del lavoratore. Dunque, i 1.800 dipendenti milanesi dell’azienda, gradualmente nei prossimi tre anni, potranno decidere quando andare in ufficio, e in che orari. Il loro obiettivo sarà orientato alla performance, non più sul controllo.

Nella nuova sede che stanno costruendo non ci saranno più gli elementi che eravamo abituati a immaginare in un luogo di lavoro: niente scrivanie, niente porte chiuse. Al loro posto, desk a disposizione di tutti, cellulari e notebook per i dipendenti. I quali si sposteranno da casa a ufficio con trolley d’ordinanza: il loro ufficio mobile.

È probabile che negli anni a venire altre aziende si adegueranno, tanto che anche il lavoro si smaterializzerà.