Il programma europeo Horizon 2020 potrebbe dare una svolta alla crisi del settore edile, un settore sinergico a 360° per il rilancio dell’economia nazionale.

Horizon 2020 è il nuovo sistema di finanziamento per la ricerca presentato dalla Commissione europea che potrebbe stimolare positivamente il settore delle costruzioni e portarlo fuori dalla crisi. “L’innovazione può essere il motore delle nostre imprese”, dicono infatti all’unisono Federcostruzioni e Ance. Perché è necessario innovare per diventare l’industria sostenibile volta a migliorare la qualità della vita, avvicinare l’uomo all’ambiente e rilanciare l’economia in un momento di crisi globale.

Da sempre, attraverso gli anni, il settore delle costruzioni ha trainato l’economia del nostro Paese, per il suo elevato potere occupazionale e per il bene primario che realizza: la casa, e non solo. Ma anche immobili strumentali e tutto quanto rientra nell’attività di costruzione: per abitare, per lavorare, per il tempo libero, per la cultura… L’edilizia tocca tutti gli ambiti del costruire per le esigenze di vita e di lavoro.

Per questo motivo l’uscita dalla crisi del nostro Paese dipende in primis dall’andamento del mercato edile, che è concretamente in grado di sfruttare la sfida dell’innovazione per costituire un volano per l’intero sistema economico.

“Senza innovazione non c’è sviluppo. E ciò è tanto più vero quando si vivono momenti e congiunture come quelle attuali in cui il cambiamento diventa una necessità ma anche un’opportunità per affrontare il futuro – dice il presidente di Federcostruzioni e dell’Ance Paolo Buzzetti – Oggi l’edilizia deve sempre di più rispondere alle esigenze di un’adeguata qualità della vita. Logiche che, in parte, il mondo delle costruzioni ha già saputo cogliere, avendo compreso quanto l’innovazione di prodotto e di processo rappresenti il vero motore per una evoluzione armoniosa e sostenibile”.

L’innovazione svolge un ruolo primario per una nuova linea di sviluppo nella quale l’industria edile deve essere l’indispensabile protagonista. L’industria delle costruzioni, infatti, acquista beni e servizi dall’80% di tutti i settori economici quasi esclusivamente del mercato interno. La produzione e l’occupazione di un numero considerevole di settori produttivi, quindi, dipendono in grandissima misura dall’attività dei vari segmenti in cui si articola il settore delle costruzioni.

I NUMERI E I FATTI

Per quanto riguarda il potere occupazionale dell’edilizia, bisogna notare che la produzione aggiuntiva di 1.000 milioni di euro in costruzioni produce un incremento di 17.009 unità di lavoro nette di cui 10.954 direttamente nel settore delle costruzioni (pari ad una percentuale del 64,4%) e 6.055 nei comparti collegati. Secondo una stima di Federcostruzioni, inoltre, l’investimento in innovazione da parte del settore è pari a 10 miliardi di euro rispetto al giro d’affari complessivo (354 miliardi). Sembrerebbero solo numeri, ma sono fatti concreti di cui bisogna tener conto per aver fiducia nelle potenzialità di un settore che consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo.