Sono state introdotte norme più semplici negli appalti, velocizzati i permessi di costruzione in presenza di vincoli ambientali e stabilite le distanze fra gli edifici.

Sarà varato in ottobre il Pacchetto Semplificazioni, che contiene delle novità per l’edilizia, relativi ai permessi e agli appalti delle piccole-medio imprese: fra le altre, la velocizzazione del permesso di costruire in caso di vincoli ambientali e meno obblighi in tema di qualificazione delle imprese, previsto dal Codice degli appalti pubblici.

Per quanto riguarda i permessi di costruzione, se un’impresa operante nel settore edile fa domanda di costruire anche in presenza di vincolo ambientale, paesaggistico o culturale, il silenzio rifiuto viene sostituito dal silenzio assenso. Quindi, se il Comune o il responsabile dell’ufficio di riferimento non si esprimono negativamente, il permesso s’intende concesso automaticamente. E se la tutela di un vincolo compete anche ad un altro ente, non è più obbligatorio convocare la conferenza dei servizi, ferma restandone la possibilità.

Anche i permessi paesaggistici sono più veloci. Con le modifiche apportate all’art. 146 del d.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42, se l’autorizzazione paesaggistica da parte del soprintendente non arriva entro i 45 giorni (comma 8 del decreto legislativo del 2004), l’amministrazione può procedere nei lavori.

Una nuova norma alleggerisce anche gli standard di qualificazione per le imprese che eseguono lavori pubblici, introducendo criteri più semplici. I nuovi requisiti per la classificazione della categoria OG11 facilitano l’accesso al mercato da parte delle piccole-medio imprese che rientrano nelle categorie OS 3: 20% (dal 40%); OS 28: 40% (dal 70%) e OS 30: 40%. (dal 70%).

Novità anche per le distanze fra gli edifici.

In caso di interventi di ristrutturazione edilizia con sopraelevazioni ed aumenti di volumi, in zone sismiche o soggette a calamità naturali, si devono rispettare le distanze in vigore all’epoca della costruzione. In base all’attuale normativa, i nuovi edifici fuori dal centro storico devono avere una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, con deroghe in presenza di strumenti urbanistici anteriori al D.M. 2 aprile 1968 n. 1444.

Da osservare che, però, che questi limiti favoriscono la cementificazione di nuove aree, in un momento in cui sarebbe necessario e urgente il recupero degli edifici esistenti, che invece la nuova norma dovrebbe agevolare per consentire, ad esempio, interventi antisismici, antiacustici e a basso consumo energetico.