Lavorare nell’editoria è il sogno di molte donne, e c’è anche chi ha proposto l’introduzione delle quote rosa nel settore dei media, come è accaduto in Germania poche settimane fa. In Italia, secondo quanto stabilito da un’indagine AIE, le donne impegnate nell’editoria sono in aumento in diversi ambiti professionali.

Non solo le esponenti del sesso debole leggono di più e comprano più libri rispetto ai colleghi uomini, ma i dati interessanti arrivano proprio dall’impegno femminile nel settore editoriale: sono in crescita, infatti, le donne impegnate come editor, uffici stampa e commercio dei libri.

Solo nella piccola editoria le donne hanno in mano il 49 per cento delle funzioni dirigenziali e di responsabilità, quindi un impegno che va ben oltre le mansioni di segreteria e il settore redazionale.

Rispetto ai dati riferiti al 1991, ad esempio, la percentuale di donne che lavorano nell’editoria ha subito un incremento notevole, passando dal 27 per cento al 40 per cento. Allo stesso modo sono aumentati gli incarichi dirigenziali, e l’Associazione Italiana Editori segnala anche una maggiore attenzione femminile verso gli aggiornamenti professionali, e un incremento di donne libraie (è rosa il 71,8 per cento delle librerie).

Una predominanza femminile che il responsabile dell’Ufficio studi AIE Gianni Peresson spiega illustrando le qualità tipicamente femminili necessarie per avere successo nell’editoria:

«Questa fotografia 2012 (su dati 2011) conferma e accentua le tendenze che avevamo visto nel 2009 Questo vale nella lettura, così come nella professione, editoriale e della libreria dove le libraie e le responsabili di reparto donne sono già il 71 per cento. Le ragioni? In alcune attività – dall’ufficio stampa a quelle editoriali, fino alla gestione della libreria – incidono la maggior abilità e le competenze nel gestire le relazioni e nell’organizzare il lavoro. Senza dimenticare una miglior cultura di base – hanno letto di più rispetto ai loro coetanei maschi lungo tutta la carriera di studio – qualcosa significherà! – e una maggior curiosità e flessibilità. Si tratta di paradigmi concettuali oggi ancor più importanti di fronte ai cambiamenti che le nuove tecnologie pongono davanti alle imprese editoriali.»

Fonte: AIE