Si mette male per Edoardo Costa, indagato dal 2008 relativamente alla destinazione di certi proventi ricavati da una presunta apparente beneficenza. Oggi, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha messo la parola fine alle indagini preliminari: si dovrebbe andare prima o poi in giudizio.

Per Costa, interprete, tra l’altro di “Vivere”, le accuse sono: truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso. Un bel curriculum, in cui l’aggravante sarebbe rappresentata dal fatto che l’attore avrebbe preso questi soldi inizialmente destinati a un’impresa benefica.

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Ma, secondo il PM di Milano Bruna Albertini, Costa avrebbe destinato solo 80mila euro dei 650mila raccolti a beneficio dell’associazione benefica fondata da lui stesso, “CIAK“, per i bambini dei paesi del Terzo Mondo. Le indagini si sono svolte in maniera meticolosa, anche se alla fine non si è riusciti a risalire a tutto, perché molti dei soldi che venivano donati erano raccolti in contanti.

Sono sotto sequestro attualmente i progetti dell’associazione, che fanno capo a ben 7.325 libri fotografici, che potrebbero inchiodare o scagionare l’attore. Il cui destino, a questo punto, potrebbe essere rimesso nelle mani dei giudici.