I ”NO” che stimolano la crescita

Tra i due e i cinque anni, i bambini, indipendentemente dal sesso, attraversano una fase di crescita sorprendente: iniziano ad esplorare il mondo in maniera attiva. Ora potrai godere dei cambiamenti repentini che la tua bambina compie, ma dovrai anche fissare dei limiti. Iniziano, infatti, a comparire i primi ”no” e i capricci che vanno a braccetto con la limitazione da parte dei genitori e questo spesso causa momenti di crisi nel rapporto genitori-figli.

Come intervenire in questi casi?

Come mai i bambini, in principio così docili, iniziano ad avere comportamenti ostili? Prima di tutto, devi comprendere il motivo del capriccio che, in linea di massima, corrisponde all’incertezza o ad una temporanea difficoltà che la bambina prova in quell’istante.

Dopo i due anni, i bambini cominciano ad essere sempre più indipendenti e, come dei piccoli esploratori, osservano attentamente il terreno circostante: la casa, il parco…si allontanano per poi volersi ricongiungere alla mamma. Così, spesso si trovano in preda all’indecisione: allontanarsi o avvicinarsi, voler essere da soli o voler essere aiutati…ed è proprio in questi momenti di lotta interna che nascono i capricci.

Ciò che la bambina chiede quando ti ”sfida” con il proprio atteggiamento oppositivo è il bisogno di coerenza. E tu in questo momento devi essere coerente di fronte a lei e spesso è bene che tu dica un ”no!” deciso. Anche se avvertito come doloroso, può permetterle di ottenere un’immagine generale cui fare riferimento. Al contrario, se cedi al capriccio e all’insistenza della tua bambina, tendi a fornirle di te un’immagine facile al convincimento, di una madre che, in caso di necessità, non è in grado di essere ferma. Il ”no!” detto al momento giusto, oltre che aiutare a crescere, è in grado anche di proteggere non solo il bambino, ma anche l’adulto.