Un uomo e una donna fanno sesso all’interno di un reality. Sono coperti o la camera cerca di non inquadrarli, ma noi a casa sappiamo cosa accade dall’altra parte dello schermo. Ma molti di noi adulti ci saremo chiesti molto spesso: e il preservativo?

Prende le mosse da questo dubbio la proposta della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che ha chiesto ai grandi network di autoregolamentarsi in dieci norme, per inserire dei messaggi che siano sessualmente educativi per i giovani all’interno di fiction, telefilm, reality show. Nonostante, l’educazione sessuale sia parte integrante dei programmi ministeriali a scuola, esiste ancora molta ignoranza in materia e sono sempre troppe le gravidanze e gli aborti tra le minorenni, per non parlare delle malattie sessualmente trasmissibili.

La Sigo ha affermato:

Non è una provocazione, ma quanto suggeriscono autorevoli ricerche internazionali che dimostrano come per gli adolescenti sia più facile recepire questi messaggi quando a pronunciarli sono persone con cui si identificano. I protagonisti di un telefilm, i concorrenti di un reality o i giovani talenti dei più seguiti show degli ultimi anni.

Immedesimandosi, i ragazzi possono percepire anche atteggiamenti errati, come la promiscuità non protetta o l’assenza di paura nei confronti delle malattie veneree e dell’Aids. Non solo: mentre la gravidanza può essere ignorata da molti, ma è percepita come un rischio reale, questo non avviene con le malattie.

Il decalogo indicato dalla Sigo consiglia di cogliere ogni occasione televisiva per parlare di metodi contraccettivi e comunque di rapporti sicuri. Questa sperimentazione fu già attiva negli anni ’70 in Messico, dove andava in onda la telenovela “Acompañame“: la sensibilizzazione sui temi del sesso sicuro fece sì che aumentassero vistosamente l’affluenza ai consultori e le vendite di preservativi.